lunedì 23 aprile 2018

Notte di Rime Dirette 02 - 12 dicembre 1992


3 maggio 1992.
Al Leoncavallo viene fatta la prima serata chiamata "Notte di Rime Dirette": Isola Posse All Stars, Lou X, 99 Posse, Nuovi Briganti, Truscia, Radio Gladio.
La registrazione di quella serata, fatta in presa diretta dal mixer del Leoncavallo, finì su una cassetta audio coprodotta da LHP ed S13 Records.
Siccome con i Lion Horse ci avevo più o meno fatto i primi spruzzarelli pubblici insieme, e S13 Records non era una vera casa discografica, ma i miei soci della Whip/S13 ed io quando facevamo qualche cooproduzione discografica (sopratutto punk/HC), qualche sbatta per l'uscita della cassetta me la ricordo bene.
Intorno all'87-88 avevo messo su il mio impero discografico, una label chiamata "WTTTD Tapes" (Welcome To The Thrasher Dome), che produsse una decina di demo di gruppi vari e qualche live a caso.
Non ci ho mai guadagnato un cazzo di soldi, ma qualcosa di esperienza.
Ogni volta che dovevo fare uscire un demo, tutte cose in 100-200-300 copie, andavo a farle alla DUREMA, ditta che si occupava di tutto: faceva un master su nastro magnetico e con quello tutte le copie su cassetta che gli richiedevo.
Forte dell'esperienza maturata, i soci mi obbligarono a farmi la sbatta della stampa della compila.
Abituato alle quantità ridotte della mia label, le cui tirature occupavano un paio di casse di cartone, entrando agilmente nel bagagliaio della mia macchina, ebbi qualche problema con Notte di Rime Dirette.
La tiratura prevista (un migliaio di copie abbondanti, se non ricordo male) era l'equivalente di un bancale intero che, stipato nel pandino a sedili ribaltati (a mano! Da solo!), faceva quasi impennare alla partenza da semaforo, manco fosse un burn out alle gare di dragster.
Le cassette, con sollievo delle sospensioni del mio pandino, andarono velocemente esaurite e, se tutti, ma proprio TUTTI i partecipanti a quella notte, saranno d'accordo per ristamparla, fatemi sapere. Io il master originale ce l'ho ancora.

12 dicembre 1992.
Sia la serata del maggio 92 che il demo andarono così bene che si decise di ripetere l'esperienza con il Notte di Rime Dirette 02 che vedete nella locandina sopra, con alcuni di quelli che erano alla prima serata più altri ancora.
Anche di questo fu registrata una cassetta, ma che fine abbia fatto, boh.
Mi piace la chiusa in basso a fine poster: "La serata continua in Pergola".
In quegli anni tutte le serate, prima o poi, continuavano in Pergola!

(foto: LeleProx)

sabato 21 aprile 2018

NYC subway


Per quelli che han voglia di far girare i pennarelli, ecco la fiancata della più classica delle carrozze della metro di NYC.
L'immagine dovrebbe essere in formato A3, se avete voglia di divertirvi scaricatela e stampatevela.
Have fun e mandatemi una foto di quello che fate!

venerdì 20 aprile 2018

CREW su piano ribassato 230318


Dopo l'argentata di qualche settimana fa, dopo il pannello windowdown di qualche giorno fa, ecco un altro CREW sul ribassato di una carrozza Vicinale a Piano Ribassato che, per farsi beffe del pendolare che non vede l'ameno paesaggio della ridente Brianza, copre buona parte dei finestrini.

(foto: Andrea)

giovedì 19 aprile 2018

BrotaZentaKrew al Porto Canale, K-Rimini 2011


Questo bloccone della BZK è "relativamente" nuovo.
Beh, nuovo per gli standard di quello che posto io, salvo eccezioni quasi tutto pre 2000, ma siccome di blocconi a bianconate fa sempre piacere vederne, more power a quelli che li fanno.
BrotaZentaKrew sta sotto il ponte della ferrovia che, da nord, arriva a Rimini, lungo il Porto Canale e "vicino di casa" di un più vecchio 38Squad che vi posterò un'altra volta.
I blocconi con lettere da far west (in questo caso far east!) hanno il pregio di essere leggibili anche da lontano, cosa ottima perché per vedere tutta la murata, in questo caso, occorre mettersi dall'altro lato del canale.
Qui vi posto la foto ravvicinata, sullo spigolo estremo del molo, una manciata di centimetri prima di rischiare di cadere nel canale.
Da vicino si vedono tutti gli sgretolamenti, ruggini, colature, cazzivari, che danno alla murata l'effetto antica rovina, pur essendo di 7 anni fa.
Ho fatto una foto anche dall'altro lato del canale, ma la conginzione di macchina fotografica scrausa, luce ambientale forte, ombre del ponte buie, hanno portato a una foto mossa e poco migliorabile anche via software.
Poi la vacanza a Rimini sarebbe finita poco dopo e non ho fatto in tempo a ritornare qui per rifotografare con calma.
Sarà per un'altra volta.


mercoledì 18 aprile 2018

Secse in Bovisa, MI 2005


Questo throw up di Secse staziona in Bovisa da 13 anni (fotografato poche settimane fa), scolorito dagli anni all'aperto, senza nemmeno una tettoietta a proteggerlo dalla furi degli elementi.
Terremoti, inondazioni, cavallette.
Per vedere il cambiamento vi posto qui sotto il throwie fresco di fattura, postato da Secse su instagram.
S'è stinto l'argento (o almeno penso fosse argento!), s'è stinto il nero dell'outline, ma quello che è rimasto è il bianco dell'overline, brillante ancora oggi come il primo giorno.
Di cosa sarà stato fatto? Uranio impoverito? Raggi gamma? Rifiuti tossici?
Mah.
Nel frattempo, l'ATM ha tolto il cartello arancione della fermata, desolata in una via in mezzo a capannoni dismessi e prati abbandonati, sostituendolo con una sobria pensilina in metallo evetro.
Dietro a cui rimarranno le tags che c'erano prima.

foto 2018: mia
foto 2005: Secse


martedì 17 aprile 2018

SAD sulla rossa


Poi succede che sei in metro a Loreto ieri sera, in direzione di Sesto, e arriva un treno con un pannello sulle porte.
Quelo che puoi fare e puntare e scattare e, con le poche luci della banchina e gli scarsi sensori degli smartphone, sperare che la foto non venga troppo mossa.
Se poi intorno è pieno di gente che sale e scende, inquadri quello che puoi.
Tutto questo per dire che: figata le foto con la porta chiusa e aperta.
Pezzata quadrimensionale!

(foto: J3i)


lunedì 16 aprile 2018

Crew panel a Trezzangeles 230318


Ve la ricordate l'argentata CREW postata qualche giorno fa?
Si, quella di fine marzo.
Non c'era solo quell'argento (di cui ho aggiornato il post con una foto della carrozza dall'interno), ma anche questo pannello window down, sempre CREW.
E non solo.
Il resto, poi!

(foto Andrea)

Blackbook: Yazo THP softie, 2017


Tra gli oldschoolers THP, Yazo è uno dei più old, ma da decenni l'ho sempre visto fare pezze wild, barre e frecce sparse dappertutto, come maglioncini sulla bancarella del mercato.
Le curve, nei suoi pezzi, se non sono bandite sono relegate alla O e, al massimo alla parte superiore della Y.
Se non gli gira di squadrare pure quelle, che ti avvicini e le curve si rivelano come piccoli segmenti.
Un softie su muro penso di non averglielo mai visto fare.
Forse n'è esistito qualcuno su un antico muro del Giambellino, demolito secoli fa, di cui si è persa traccia e memoria.
Così, quando l'ho trovato a dicembre 2017 mentre pezzava al Block Party dei BN gli ho detto: "voglio un cazzo di softie!".
Non so se ho detto cazzo, mi dicono che scrivo cazzo troppe volte nei post.
Comunque, dato che non gli ho mai visto fare lettere morbidone, gli ho chiesto di sketcharmi quelle.
Il test principale che differenzia chi sa scrivere e chi sa solo dipingere.
E, beh.
Cazzo.

(io ci ho aggiunto solo quel giallino di sfondo da pergamena ritrovata nell'antico vaso di terracotta dell'Amaro Montenegro.)

sabato 14 aprile 2018

Phase2 e Vulcan al Link, Bologna 1994


La parola Style Master non la puoi usare spesso.
Quelli che possono essere definiti tali si contano sulle dita di un paio di mani e, probabilmente, senza contare nemmeno tutte le dita.
Kase2. Part1. Dondi. Chain3. T-Kid170. I primi che mi vengono in mente.
Riff170. Quando pensi di aver inventato qualcosa di nuovo in una lettera, probabilmente Riff l'ha già fatto, ma negli anni 70. E ti ricorda che "I'd first like to say that we did not call our self's Graffiti writers. That was a term pinned on us from the establishment. We were writers, which is simply what we did".

E pochi altri.
Tra questi pochi, pochissimi, quelli che vedete in foto: Phase2 e Vulcan.
Un pugno di writers che hanno posto le fondamenta dello stile, di TUTTI gli stili che utilizzate per scrivere i vostri pezzi con uno spray in mano.
Phase2 e Vulcan fecero questa murata alla vecchia sede del Link di Bologna in Via Fioravanti 14, già sede dei depositi delle farmacie comunali, nel 1994 a pochi mesi dalla sua inaugurazione (il Link apre ad aprile), in occasione di "Dal Muro Alla Pelle" festival-mostra che aprì dall'11 al 23 novembre di quell'anno.
Dal Muro Alla Pelle presentava lavori di diversi tattoo artists, writers e altri artisti underground vicini a quelle tematiche (tipo H.R. Giger e Robt. Williams) e fu una di quelle mostre seminali, come l'HIU che facemmo noi S13 a Milano nel 93, che portarono per primi certe tematiche e certi artisti in mostra.
Il mondo dell'arte ufficiale dovrà attendere altri 13-14 anni (circa per "Beautiful Losers", diciamo) prima di capirci poco più che un cazzo.
La Jurate, che fu tra gli organizzatori, con Autocostruttori, la S.P.A. e Body Markings, mi dice: "In occasione della 2a Tattoo Expo a Bologna nel novembre 1994, ho chiamato Vulcan e Phase II a dipingere fuori, mentre dentro al Link il piano sotto, quello che è poi diventato il sotto del Link, c'erano anche i quadri dei tatuatori, da Leo Zulueta, Shotsie Gorman, Hanky Panky, Spider Webb, Nancy Roberts, et.c e poi opere esposte di Robert Williams, HR Giger... il tutto in un percorso bellissimo dove si entrava veramente in contatto con le opere stesse. L'entrata è stata dipinta da Dayaki, Rusty, Sky4 e, penso, Ciufs".

foto murate: Texas
foto flyers: Jurate


Aggiungo le foto dei pezzi singoli, che magari si vedono meglio sullo schermo, e quelle dei flyers della mostra.


Phase2
Vulcan
Dal Muro Alla Pelle - Robt. Williams

Dal Muro Alla Pelle - H.R.Giger

giovedì 12 aprile 2018

Spice TAK al Ponte della Ghisolfa 1993


Dopo il TAK di Spice e Jambo postato l'altra volta, è l'ora del pezzo che ci stava di fianco.
E di fianco ci stava questo "Spice" di, indovinate un po', Spice.
Come il precedente, siamo sempre sulla fiancata del Ponte della Ghisolfa (dove ora c'è una delle HoF dei BN), lato Viaq Castellino da Castello.
Nel 1993 era quasi una Hall dei TAK, dato che ci fotografai 4 pezzi. Ce n'erano degli altri, ma avevo finito il rullino, per quanto questa frase possa sembrare incomprensibile per chi è nato con le foto digitali.
Spice aveva iniziato a fare pezzi, penso, da un anno circa all'epoca di questo.
Letteroni belli grossi, qui con frecce con punta squadrata, outline spesso, interni con onde, cerchietti, lampetti e sfondo nuvolato. Grandi classici per chi dipingeva nei primi 90's.
Poi, qualche anno dopo, i TAK si unirono ai GR, agli RNS e cominciò l'epoca Lords Of Vetra e VDS, l'evoluzione dello stile di Spice prese un'altra strada più personale ma, più che strada, rotaia!
La scritta di fianco al pezzo è una citazione di Nietzsche: "Quello che non mi uccide mi rende più forte", qui riadattata con un "Ciò ke non ci distrugge ci rende + forti".
Spice e i suoi soci dovevano essere teenagers all'epoca, dato che la frase è un classico da adolescenti ribelli che leggono gli scritti dei filosofi  "maledetti".
Penso di averla scritta anch'io sul diario di scuola negli anni 80, probabilmente insieme a qualche testo dei Doors.
La frase è molto evocativa, ne convengo, per cui allego video in cui 33 cantanti e bands la pronunciano in loro pezzi. Dal R'n'B al R'n'R, dal rap al metal, dall'hardcore al pop, dall'indie all'ipercommerciale.

martedì 10 aprile 2018

LHP / Nandu Popu SSS / Neffa - Germania 1993


Per oggi niente pezzate, ma una foto d'epoca dall'archivio LHP di Leleprox!
Da sinistra, Nandu Popu dei Sud Sound System, Fumo e Lele degli LHP e sotto Neffa.
La foto è stata fatta nel backstage di un concerto di Lion Horse Posse (qui chiamati lollosamente HorsA) e Sud Sound System al Rhenania di Colonia nel febbraio del 1993.
Si, perché c'era un epoca in cui i gruppi HH e le Posse suonavano all'estero davanti alla gente dei paesi dove andavano, diversamente dalle superstar del rap attuali che, oltre a essere semisconosciuti a nord di Mendrisio, quando scrivono sul merch "Tour Mondiale" è perché suonano per le associazioni di italiani all'estero.
Tra Nandu Popu e Fumo, se guardate bene, spunta un poster dei Kina, gruppo hardcore italiano che, insieme a Negazione (dove suonò Neffa), Declino, Indigesti, Raw Power, CCM e una manciata di altri, contribuì a creare quella rete di contatti tra club, squat e locali che animò la scena hardcore punk europea degli anni 80, per poi essere utilizzata anche dalle posse più "conscious" in giro per l'europa.
AGGIORNAMENTO: Fumo mi ricorda che "nel 93 eravamo ancora lhp ma Inox aveva il foglio di via in tutta la Germania perchè lo avevano beccato a Colonia a sbombardare sui muri e anche Core aveva qualche provvedimento ostativo per cui non poteva lasciare Milano. Per questo abbiamo integrato in formazione l' esordiente Neffa e Nando in rappresentanza dei sss".


lunedì 9 aprile 2018

Silver Crew a Trezzangeles 230318


Ve lo ricordate il Manks dell'altro giorno? dopo la porta ci stava questo.
Troppo argento? La prossima volta quelli a colori!

(foto: Andrea)

E se vi chiedete com'è da dentro, ecco qui.


sabato 7 aprile 2018

Fanbo PP lungolinea in Cadorna FNM


La Penetra Posse (:qp:) si è sempre data il suo bel da fare sulle Ferrovie Nord.
Magari senza l'assiduità di altre crews che hanno fatto la storia della train line più famosa del nord Italia, ma con il loro carico di lamiere, muri e roba varia visibile dalle rotaie FNM.
Questo FAN si trova appena partiti dalla stazione Cadorna, all'ingresso del primo tunnel che passa sotto Via Mario Pagano.
Avrei voluto inquadrare meglio la foto, ma sono dovuto entrare nel parcheggio dipendenti di Trenord per farla, e il custode sembrava non supportare la mia ricerca documentaristica sulle strutture portanti in cemento armato.
Comunque, applausi a Fanbo, che ha trovato il tempo di mettersi a fare un minipezzo, completo di frecce, tagli, 3D, outline, overline, cazzi e mazzi.
Niente anni precisi, ma a grandi linee direi tardi 90's (Fanbo, se leggi fammi sapere!). Successive le tags di Vins e Siko WCA, successive ancora quelle della PTW.
Mi sfugge un po' il senso di andare a firmare vicino a pezzi altrui, ma va detto che di muri decenti e visbili, in linea, non ce ne sono tantissimi.
Qui c'è ancora il cemento liscio, dopo sto tunnel comincia la parete in blocchi di calcestruzzo con facciata a rilievo, che è stata pezzata comunque da legioni di writers, ma date la presenza di solchi profondi nel rilievo, non permette pezze più elaborate di tanto, se non su superfici grandi non sempre fattibili a seguito di accessi non propriamente consentiti...

venerdì 6 aprile 2018

Silver Manks a Trezzangeles 230318


Argentata di passaggio per un writer belga, a Trezzano S.N. 2 settimane fa.
Ma sappiate che il Belgio non esiste, è solo propaganda comunista.

(foto: Andrea)

giovedì 5 aprile 2018

End2end in FNM 1996 - Dumbo Woze 2Cake

Dumbo Woze 2Cake
Avevo già postato i pannelli singoli di Dumbo, di Woze e di 2Cake, ora tocca all'end2end (quasi) intero. Mancano infatto solo le due porte a soffietto in testa e in coda alla EAB 810-02, ma contenevano solo tags precedenti sulla sinistra e il "2Cake Woze" softie di cui intravedete un pezzo sulla destra.
Si vede bene la divisione della carrozza in prima classe e seconda classe, con la prima indicata dalla striscia gialla in alto e il vetro bianco del cesso in mezzo.
Si vedono anche i 2 pali che mi hanno impedito di fotografare bene il Woze centrale e l'edificio della stazione di Laveno Mombello, dove avevo fatto le foto in un umido pomeriggio dell'aprile 1997.
I pezzi erano del 1996, e questo fa capire come, all'epoca, venissero raramente buffati, costringendo i writers ad andare su pezzate precedenti.
Questo e2e, infatti, andò sopra a delle pannellate precedenti di alcuni olandesi (Ces53, DeshOne e Fume), fatte poco tempo prima sempre nel 1996.
Ma quelli ve li metto nel post conclusivo della serie, la prossima volta.
Se avete foto di coperture successive di questa EAB 810-02 fatemelo sapere, che sarebbe bello vedere tutti gli strati successivi!

mercoledì 4 aprile 2018

Punk writing: Satan 81


I Satan 81 erano un gruppo rock nato nel 1979 al liceo milanese Leonardo Da Vinci.
Suonavano un rock abbastanza duro, mischiando punk e qualche spruzzata di metal e, nella loro carriera produssero un solo 45 giri con un paio di pezzi "Radioattività" (si mormora però di diversi pezzi registrati e mai usciti).
Vi chiederete: tutto molto bello, ma che cazzo c'entra con il writing?
Il fatto è che i Satan 81 avevano una particolarità: lascarono, nella manciata di anni in cui furono attivi, a partire dal 1979, la loro firma ovunque.
Prima di Tritalo e di chiunque altro.
Sopratutto su fermate di tram e bus, e sugli stessi tram e bus. E in metropolitana.
Fossero stati a New York li avreste potuti chiamare all city writers, ma erano di Milano e di loro, nei tomi di street art culture, non parla nessuno.
Eppure avevano una "crew", Radioactivers mi sembra si chiamassero, che contribuiva a lasciare il loro nome ovunque.
Durarono qualche anno, poco oltre l'81 del loro nome, poi si sciolsero.
Mi dicono abbiano fatto una reunion, ma boh.
Hanno anche una pagina Facebook.

Nella foto potete vedere una delle migliaia di scritte Satan 81 che popolavano Milano agli inizi degli anni 80.
Si tratta di una scena del film I Fichissimi del 1981, dove Diego Abatantuono - Toro Scatenato, trova il fratello in metropolitana a comprarsi la droca da un pusher con i RayBan.
Alle sue spalle, in banchina: SATAN 81.

martedì 3 aprile 2018

Sketch per la Betty, 1989


La Betty, per tutti quelli che giravano negli squat milanesi e avevano più o meno la mia età, era una specie di sorella maggiore.
Aveva quei 5-6-7 anni di più da essere stata dentro a tutte le cose che ci piacevano fare quando eravamo teenagers, ma con l'esperienza di chi ha qualche anno di più, ma non TROPPI di più ed essere inevitabilmente di un'altra generazione.

C'è stato un periodo in cui ci si vedeva spesso, per cazzeggiare, per pianificare qualche roba in qualche squat, per pianificare lo squat che sarebbe piaciuto a noi.
E siccome era il 1989, e con gli amici infottati di colori saltava sempre fuori qualcuno che aveva dietro qualche pennarello, fosse pure un Carioca di merda, ci si metteva a fare qualche sketchetto.
Questo l'avevo disegnato proprio a fine 89, firmato "Stefano" mi sembra sui banchi di Architettura occupata. Mi aveva chiesto di fargli un disegnino.
Ovviamente è quello che è, quello che potrebbe fare un hardcore punk 20enne e qualcosa, che ha scoperto i pitturelli e cerca di fare le lettere decorate.

Quando ho iniziato a interessarmi a queste cose degli spruzzarelli sui muri, a fine anni 80, se c'era qualche murata, occupazione di squat con free spray, TAZ in strada con verniciate di contorno, occupazioni di università, lei c'era sempre.
Come c'era prima, quando c'erano gig hardcore punk nei peggiori sqaut di Milano, quando c'erano manifestazioni e scontri per le strade della città.
Lei era lì con la sua telecamera (una betamax se non ricordo male).
Milano sopratutto, per decenni. Ma anche Bologna. Me la ricordo all'INK3D.
E Sant'Arcangelo di Romagna, con i Mutoid.
E in mille altri posti.
Sempre a documentare, filmare, tenere traccia di quello che succedeva.
Tenere traccia della nostra storia.
Di quelli che venivano fuori dal buco del culo di Milano nei merdosissimi anni 80, negli anni 90 del cazzo e pure nei fottuti 2000.
Fino al 2004, che ce l'ha portata via.
E, cazzo, è una sorella maggiore che ci manca sempre, a tutti quelli che l'hanno conosciuta.
E tutte le ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore, e ore di video girati da lei, dove cazzo saranno finiti?
A casa di qualcuno che non sa che cazzo fasene?
Boh.
Su quei nastri c'era la vita dei fratelli miei, e un po' anche la mia.
C'era quello che i suoi occhi vedevano.
E pensarli che si smagnetizzano lentamente, che tutta quella memoria che la Betty voleva lasciare a TUTTI scomparirà un po' alla volta, mi fa rabbia.

Ciao Betty, son passati 14 anni ma non ti si dimentica.










lunedì 2 aprile 2018

DonDi, Versailles, Francia metà anno 90


Don.di aka Dove aka Don Diablo aka Mr.D, Versailles 1992

Writer parigino degli anni 80-90!
Ru Sto il primo a capire!
Volevo vedere in quanto lo spammavano, contando che era il 2 aprile e poteva esserci il dubbio che non fosse un pesce.
Mi è andata male, a pasquetta eravate tutti a far grigliate, e condovisioni: un cazzo.
Merdah.

Vi voglio bene comunque, a chi ci è cascato e a chi no.

DonDiablo quando era fresco


sabato 31 marzo 2018

Dumbo in Darsena 2000


Negli anni tra la fine degli anni 90's e primi 00's Dumbo lo trovavi ovunque.
E in zona Navigli, OVUNQUE.
Qui siamo in Darsena con una foto del 2001 ma, dall'usura e dai muschi sul pezzo, direi che il softie sia stato fatto l'anno prima (che nel lato basso del muro della Darsena ci potevi fare un presepe col muschio del muro).
Per dire, all'epoca della foto, sulla darsena c'erano in quel momento 2 cose sue, il VDS gigante della sua crew in parte coperto, e 3 o 4 soci suoi FIA-VDS. E parlo solo di questo lato della Darsena.
Per non parlare di quelli che c'erano sotto negli anni precedenti.
Insomma, i vecchi del quartiere che pescavano li sotto, probabilmente, lo chiamavano Ivano.
Sulla sinistra spunta un pezzo precedente di Chief MNP, che vorrei postarvi integro, ma non ho la foto. Peccato.
Sopra la B, nel palazzo dietro, dall'altra parte della strada spunta un throwie "RI" di un altro suo socio, Risk, che in quella via (Via Gorizia) ne ha lasciati a carrettate, manco fosse IN sui treni di NYC.
Comunque: softie con le alette, panorama abituale nella Milano al giro del millennio.

(foto: Secse)

venerdì 30 marzo 2018

Open+Sert ROTC wholecar sulle FCU, 1999


Revolution Of The Color fu la prima vera e propria crew di Ascoli, portando in giro la sigla ROTC fin dal 1994.
Crew composta da diversi writers e anche rappers (mi sembra ne facessero parte pure le Menti Criminali, o almeno qualcuno di loro, chi sa parli!), hanno fatto girare il nome con diversi significati, da quello in testa all'articolo a quelli successivi, come
Race Of The Cannabis o quello in questo wholecar: Rascal Of The City.
Il wholecar fu fatto nel 1999 da Open e Sert su un treno delle FCU, le Ferrovie Centrali Umbre, che unisce le principali città dell'Umbria da nord a sud. Questo in particolare era diretto a Perugia.
Se guardate le case dietro vi rendete conto di quanto è grosso sto treno... fatto in due, senza banchina, senza scalette, senza un cazzo di rialzo.
Fatto salendo a turno sulle spalle dell'altro.
Real bombers attitude!

(foto: Sert)

giovedì 29 marzo 2018

Silver Syrio over Trezzangeles


C'erano posti migliori dove attaccare quell'adesivo giallo, signor Trenord, poi l'hai pure messo storto.

(foto: Andrea)

martedì 27 marzo 2018

End2end in FNM 1996 - part 3: 2Cake

2Cake
Dopo la parte di Dumbo e quella di Woze, ecco quella di 2Cake.
Purtroppo sia in questa foto che in quella dell'E2E intero mi sono dimenticato di tenere dentro le due scrittine laterali 2Cake-Woze che raccoglieva i nomi dei 2, che qui stavano sulla lamiera con Dumbo, ma che insieme hanno lasciato i nomi come Power Flyers su più di un tetto...
Qui era prima di cambiare nome e non ha lasciato crew tags, che comunque nel 96 doveva essere RNS, se non sbaglio. Avrei bisogno di uno schemino.
I bei tempi in cui uno si sceglieva un nome, una crew, e quelli rimanevano fino alla vecchiaia...
Comunque, oltre alle notevoli lettere e colorazioni, con tutti i tagli, sovrapposizioni, 3D e stalattiti che scendono, ha avuto la gentilezza di fare uno sfondo, penso amaranto, con tonalità abbastanza simile al marrone della classica livrea Ferrovie Nord dell'epoca, che andava a coprire i resti delle pezzate degli olandesi di qualche tempo prima.
Ma quelli ve li posto nella parte 4, insieme all'end2end intero.

lunedì 26 marzo 2018

Nemo + Reps lungolinea Ponte Via S. Donato, BO 2011

(foto: Nimai)

Il lungolinea, appunto lungo la linea FS che porta alla Stazione di Bologna, ci sono da sempre.
Alcuni muri, poi, hanno contribuito a fare la storia del writing bolognese.
Se le pezze storiche sono state fatte su altri muri, rendendo famosi i mattoni dei confinamenti verticali alle aree ferroviarie come sfondo ubiquo a quasi tutti i primi storici pezzi, qui vediamo comunque la capacità di trovarsi spazio su qualunque superficie sia visibile dai treni che passano.
Il ponte è quello di Via S.Donato, il punto di vista è dal balcone di un condominio di Via Vezza, con una vista che avrebbe fatto la gioia di qualunque writing fan, ottimo punto d'osservazione per guardare i nomi passare.
Poi, se molti nomi passavano sulle lamiere di passaggio, qualcuno rimane statico suoi muri.
Partendo da sinistra le 2 pezze di Reps e Nemo, in alto sul muro cieco della casa più scura. Da varie foto erano nel 2011 e dopo, anche se non so l'anno esatto.
Sono nomi che, lungolinea qui (e in buona parte delle stazioni italiane) si leggono quasi ovunque.
Sul muretto pià basso non riesco a leggere, ma qualche locals saprà dirmi di più, nel caso aggiorno.
Più in centro spunta la parte finale di una murata risalente al 2011, realizzata su altre precedenti lungo Via Paolo Fabbri. Da quest'angolatura non sono visibili, ma ci sono diversi softie di Reps del 2005 dietro la casa gialla, sul muro del ponte.
Sulla destra spunta l'inizio dell'arcata centrale del ponte, su cui stava, e sta tuttora, il tributo di Washe NSB a Crash Kid.

(foto: Nimai)
Il Chrash Kid copre l'intera lunghezza del piede del ponte e, se guardate sopra la D trovate anche una rullatina dei Berlinesi 1UP (ce ne sono diverse altre in zona).
A lato spunta un OCZB azzurro e nero e la NE iniziale di un altro bombing di Nemo.
E sotto il ponte, di fronte al Crash Kid?
Rullata di Reps, che ve lo dico a fare.


domenica 25 marzo 2018

sabato 24 marzo 2018

Eron TCS @ Indelebile 94, K-Rimini

Eron TCS
L'indelebile si chiamava indelebile, ma se non erano prprio indelebili, bisogna dire che le pezzate fatte nel 1994, all'aperto, alla portata di tutti, sono durate e stanno durando tuttora da un quarto di secolo quasi.
Qui siamo appena girato l'angolo sul capannone dove stavano dipingendo tutti gli ospiti.
Su questo lato dell'edificio c'era solo questo TCS e un'altra cosa a lettere sofficione, di cui spunta una parte, con la tag di Eron.
Non so perché non sia stata pezzata all'epoca, forse nel 1994 c'era qualcosa davanti, o i muschi e licheni che coprono parte della parete facevano intuire scarse possibilità di durata della pezza sul muro, ma resta il fatto che il TCS, seppure un po' scolorito dagli anni, ti ricorda che lettere spigolose goccioloni e nuvoletta di sfondo fan sempre la loro porca figura sul muro.
Beh, poi confessate tutti che, vedendo la morchia muffosa sul muro e sapendo che ha dipinto Eron, vi state chiedendo dove sono i personaggi mimetizzati nelle macchie d'intonaco e nei fumi sui muri che fa ora.
Era il 94, zio. La muffa era solo muffa e le lettere, lettere!

(foto: Marcello)

venerdì 23 marzo 2018

Martesana Open 1993: Lemon TKA Vs. Umarell tennista

(foto: Spice)


Dimenticatevi Wimbledon, dimenticate la Coppa Davis, dimenticate la rivalità Lendl - McEnroe.
Il campo è quello in autobloccanti dell'Anfiteatro Martesana, e a sfidarsi sono una pezzata di Lemon e un umarell tennista.
Inutile dire che il noto componente del team TruKAlone, con una serie di ace potentissimi e un IPOP decorato a margheritine, ha avuto ragione del vetusto tennista, sconfitto con un 6-0, 6-0, 6-0 che non lascia repliche.
Del resto, giocare a tennis con i mocassini, è passibile di squalifica dalla federazione tennistica internazionale, nonché da quella operante tra Turro e Gorla.

La fantastica foto con il tennista è di Spice VDS, poi vi aggiungo quella di Rufus postata tempo fa solo su FB, che vi mostra pure la pezza di Sky4 che stava di fianco, che in questa foto è già coperta, e il Rax-e che stava più in alto.
Poi, su questo post di Pezzate, potete vedere pure la pezza di Mace!

(foto: Rufer)

giovedì 22 marzo 2018

Softie CKC di Sky4 e Kray, 1992


Bianconata firmata da Cielo4 e Kray, quando la CalaKiavaCollassa era una giovine crew.
Non mi ricordo su che muro fosse, ma di fianco ci stavano, sempre a lettere mollaccione, un TKA con bordi rossi e un Dose CYB.
Altre foto di quel giorno sono in zona Isola, per cui magari forse, ma non ci giurerei.
Shad mi diceva che, invece erano in zona Navigli.
Io boh.

martedì 20 marzo 2018

Longe TDT in FS, Bologna 2000


Ho preso quest'abitudine che il lunedì posto una pezza bolognese.
Però, questo lunedì, ho postato la vecchia murata per Fausto e Iaio, e mi è saltato il post sui muri felsinei.
Eh?! FELSINEI! Ma quante ne so. Per voi che siete capre ignoranti, ve lo spiego: Felzna era il nome etrusco di Bologna, per cui l'aggettivo "felsineo" riferito a qualcosa, significa che quella cosa è di Bologna.
E anche per oggi avete avete imparato qualcosa.
Comunque: siccome il post bolognese lo sto facendo martedì, non posto un muro ma un treno.
E il treno è quello FS in livrea XMPR, la colorazione più brutta che i treni italiani abbiano mai avuto, ma amata dalla dirigenza delle Ferrovie dello Stato perché, essendo quella con cui comparvero le prime pellicole, coincise con una diminuzione percepita del writing.
Percepita, perché essendo pellicolati i treni venivano ripuliti molto più velocemente ed economicamente che con le vecchie verniciature.
In realtà i pezzi continuavano a essere fatti.
Come questo pannello di Longe, che piazza un winodw down ultrasoft TDT sotto il 3, con colorazioni pastellose, firmando ai lati per le altre sue crews PK e BSA.
La data è dintorni 2000, ma non so precisamente.
Nota di demerito per le prove degli spray lasciate sul collo di cigno del carrello, vicino alla ruota. Mi fai una pezza bella pulita e precisa, e mi lasci gli sgorbietti sotto, diamine!
La tag è quella da dintorni 2000, con la freccetta uscente sulla E la G che fa il sorrisetto sotto.
Ma il post sulle tags di Longe lo faccio un'altra volta, che oramai ne ho una collezione.

(foto: Moe)

lunedì 19 marzo 2018

Per Fausto e Iaio, Leoncavallo, Via Mancinelli 18 marzo 1990

(foto: Mr.Wany)

Ieri era il 18 marzo 2018 e son passati 40 anni esatti dal 18 marzo 1978, in cui Fausto e Iaio vennero assassinati da fascisti infami.
Il primo presidio in Via Mancinelli a cui sono stato, probabilmente, era quello a 10 anni dall'omicidio, nel 1988.
L'anno successivo fu fatta la prima murata a spray, sempre su questo muro, sempre con scritto LEONCAWALLO. Di quella murata ho solo la E, che feci io. Il resto manca!
La foto che vedete qui sopra, invece è relativa alla seconda e terza murata, fatte nel 1990.
Seconda e terza vennero fatte ravvicinate per un motivo. La murata venne fatta naturalmente il 18 marzo 1990 ma, qualche giorno dopo, i grigioni del Comune passarono a coprire la scritta, probabilmente su richiesta della Parrocchia del Casoretto, proprietaria del muro su cui avevamo scritto.
Si cercò di togliere la verinicie grigia a forza di secchiate d'acqua, visto che non era ancora completamente asciutta, e la cosa funzionò per le prime lettere, almeno per LEONKA, ma il WALLO seguente era troppo danneggiato, per cui si decise di rifare quella parte subito dopo.
Tra le mie foto e quelle di qualcun altro (Mr.Wany, Japo, Disan), sono riuscito a ricostruire tutta la murata, nei due tempi in cui venne realizzata.
Alcune di queste foto le avevo già postate su Pezzate, altre sono del tutto inedite.
Le posto e riposto tutte insieme ora, a 40 anni dall'omicidio e poco meno di 30 da questa murata, perché chi c'era a farla non dimentica e non dimenticherà.
E se ieri non ho potuto essere in Via Mancinelli, una parte di me su quel muro, sotto strati di vernici, ci sarà sempre.

Nella foto del post vedete le prime lettere della scritta LEONCAWALLO.
Fu una murata collettiva a cui parteciparono diversi dei primi writers che, in quegli anni, cominciavano a riempire le pareti del Leoncavallo, del Casoretto e di Lambrate.
Come già nella precedente murata, ogni writer realizzò una lettera della scritta. Non il massimo per l'unità stilistica del tutto, ma il meglio per consentire a ogniuno di fare la propria parte. Vediamole.
La "L" era opera mia. Avevo da poco fatto il mio primo wildstyle vero e proprio in Via Pontano,
 ed ero infottato di bars & arrows, per quanto sia difficile fare barre, frecce e loops con una lettera sola. Risolsi con un 3D beffardo e freccia discendente che continuava orizzontale sul marciapiede.

(foto: Japo/JDMphoto)
Nella foto in bianco e nero vedete le lettere fresche e pulite, fatte da pochi giorni, La mia L, appunto, seguita dalla "E" di... Papero? o Markino? non mi ricordo più. E non hanno firmato, per cui, boh.
Alla E segue la "ON", opera di Core, AKA Corrado LHP, più a suo agio con le rime sui papipolacchi e i rapimenti che con le vernici, ma con un'ONesta ON. Aveva la mania di fare le O con quella barra diagonale. L'aveva già fatta nella murata dell'anno precedente e pure nel bombing CORE lungolinea sulle Ferrovie Nord che facemmo come LHP nel 1989.
Perché questa barretta Cocò? boh.

(foto: Disan)
Nella foto, oltre ai fantastici colori (le bombole Duplicolor scavallate al muro dei mondiali di Italia90), si vedono alcuni dei danni provocati dalle secchiate d'acqua per togliere il grigio, che staccarono anche qualche pezzo d'intonaco.
Danni che sono molto più evidenti nella foto successiva.


(foto: Mr.Wany)
Qui, oltre all'ON di Core si vedono la "K" e la "A" con le scrostature del "lavaggio" ma ancora visibili.
Non mi ricordo di chi erano, da qualche parte avevo una nota che mi diceva che la K era di Teatro, anche se con quell'outline nero e spesso non mi sembra lui, che come tutti sanno odia gli outlines neri. Però per militanza antifa potrebbe essersi piegato al total black, chissà.
Poi c'era la parte che venne rifatta, il WALLO.

(foto: Disan)
Il "WA", quello più disastrato dalla lavata delle vernici, non mi ricordo chi lo fece. La (A) cerchiata anarchica che sta appena sotto mi fa pensare a qualcuno della Cascina Occupata, venuto in Mancinelli con Teatro.
La "L" viola, invece era di uno dei "ragazzini" del Casoretto, Spik TTC (The Town Crew) di li a pochi mesi tra i fondatori dei CKC.
La "L" seguente la fecero le PsychoFreaks. Sotto questo misterioso nome, infatti, si nascondevano la Luciana delle H.E.L.S., la Razzetti (che firmò un paio di pezzi insieme a me con il nome Foxy) delle 2LiveCri, ovvero le prime due posse al femminile dei centri sociali milanesi, e la Maysa.
La "O" di chiusura, infine, era di AskOne TTC, anche lui poco dopo, tra i fondatori dei CKC.

(foto: Mr.Wany)
Per la gioia della Maysa, che non andava fierissima delle sue opere su muro, ma che posto volentieri perché "niente resterà impunito", queste ultime lettere saranno coperte: la W seguente la vedete nella prima foto del post, a cui seguì un ALL che vedete qui. Wany fece la foto penso l'anno successivo, quando le lettere erano già abbastanza rovinate, ma si intravede ancora qualcosa del precedente.


(foto: Mr.Wany)
La "O"  finale, probabilmente la più stilosa della murata, era opera di Kino LHP. Markino fece questa O molto europea, con un accenno di inline e overline sulla sinistra, cose che saranno di moda tra i writers diversi anni dopo, ma qui era il 1990.
Torniamo alla prima versione: a chiudere questo pezzo di muro una falce e martello che, probabilmente, e una di quelle disegnate peggio che l'intera storia del comunismo internazionale ricordi (per fortuna la O di Kino cancello una parte dell'orrido manico della falce).
Non so chi l'abbia fatta, ma era talmente disegnata male che mi spiaceva fosse la conclusione del pezzo, vicino alla lapide nel punto in cui furono uccisi Fausto e Iaio.
Così ci aggiunsi un puppet un po' sghembo, che anche lui non era un mostro di bellezza, ma che salutava a modo suo la police, che una decina di metri più in là vigilava sull'evento.
Diligentemente, almeno io mi sono ricordato di segnare sul muro che l'anno era il 1990.

(foto: Japo/JDMphoto)
Probabilmente la scritta "Fuck da police" non fu apprezzata. Infatti, se le lettere della murata vennero completamente grigionate, a questo puppet fu cancellata la scritta antisbirri sopra e le (A) anarchiche che lasciai di fianco e sul basco del puppet (tranqui, le avrei poi ritoccate e sistemate).
Ma per rendersi conto di quanto sappiano rendersi ridicoli, grigioni, sbirri, Comune di Milano e parrocchie locali, ecco le pecette di grigio sulle cose che, evidentemente, gli davano più fastidio...

(foto: Disan)