venerdì 22 giugno 2018

Cone PND Kid CKC, Isola Guarnieri, Cernusco S.N. 2007


Isola Guarnieri non è un'isola, ma un grosso lotto di capannoni commerciali e industriali tra Cernusco Sul Naviglio e Carugate.
Beh, un po' è un isola. Un'isola di asfalto, cemento e prefabbricati in cls in mezzo a un mare di sterpaglie, tra Cernusco e Carugate.
Volendo, l'acqua c'è anche. E' quella del laghetto alla Cava Merlini poco distante, dietro al Centro Commerciale, bucolicamente nominato "Parco degli Aironi".
Ma vabbé torniamo a bombing.
Questi 2 pezzi sono parte di una murata di cernuschesi. In particolare Cone PND di cui ho già postato 3 speciali (lungolinea, treno e Hall of Fame), e il Kid CKC di cui ho già postato sopratutto metallo!
I mostrini fatti a pezzi non so di chi siano, invece.
La murata era di 10 anni fa e, almeno fino al 2016 c'era ancora (vedendo dalla google car!).
Magari se passo alla vicina Ikea di Carugate a prendere un lanciasassi Kâtåpültø vado a vedere.

(foto: Moe)

giovedì 21 giugno 2018

Lambrate FR8 lovers!


Spettacolare merci di passaggio a Lambrate il 20/06/2018 alle 15.00.
Da dove viene, dove va, chi l'ha fatto, chi lo sa.

For freight loverz!

(foto: Andrea)

mercoledì 20 giugno 2018

Zedz + Yalt (INC DSK LHC MP), Amsterdam 1996


Negli anni 90 ad Amsterdam ci andavo quasi tutti gli anni, è sempre stata la città dove mi sono sentito più a casa.
Beh, stando lontano dalla Stazione e dalle zone frequentate dagli italiani, se no faceva troppo "casa".
Comunque nel novantasei ci feci l'ultimo viaggio per un po' di anni per tornarci nei duemilas.
Come tutte le volte fotografai diverse pezze in giro per la città, tra cui questa.
Era il retro di un mini halfpipe in legno, che stazionava in Museumplain, la piazza dei musei, vicina al VondelPark.
Non chiedetemi esattamente dove, era Amsterdam, i ricordi sono sempre un po' "annebbiati".
Comunque, su questo lato, con pannelli di legno scrostati e rovinati, c'erano vernici lasciate da Zedz e Yalt.
Del primo avevo visto cose in quegli ultimi anni, mentre di Yalt ricordo diverse pezze già nel mio primo viaggio, nell'89.
Entrambi in diverse crews, che a metterle tutte verrebbe una sacchettata di vocali e consonanti, sono soci principalmente in INC e MP's, poi Zedz anche in DSK e Yalt in LHC.
E boh, altre 50 crews che non so.
Non dico la pezza, ma nemmeno la rampa esiste più oggi.
Era all'aperto e il legno era già mezzo marcio nel 96... sarà stata riciclata in caminetti olandesi almeno 20 anni fa.
Allora ero uno skater, e i tizi che ci andavano sopra con i pattini in linea li guardavo con malcelato disprezzo, lo ammetto.
Anche se loro erano i localz e io il turista del cazzo.

Qualche tempo prima con il pezzo messo meglio - Foto: Steer

martedì 19 giugno 2018

Rae CKC UAN, "LAZY" in FN 1995


E' un po' che non posto vecchi treni FNM, per cui ci sta bene un window down di Rae del 1995, su una verdeggiante EB 960.
Barre e frecce armate come si deve e un insieme di tagli, spostamenti, connessioni e rientri, che quando leggi LAZY pensi lazy cosa, che tutto sto lavoro sulle lettere è uno sbattone assurdo, che se eri veramente lazy argentavi morbidone e via.
Se pensi ai gioielli tecnologici che venivano cacciati 20-25 anni fa sotto 4 finestre con vernici scrause, il confronto con certe croste che girano ora è quasi imbarazzante.
Rae si era preso il pezzo pregiato di sto modello di carrozza di II classe, lasciando il sopra ruota, se non sbaglio, a un Sew/Sewer di Phato CKC UAN CYB che con le sue lettere sottili si prestava ad allungarsi li sopra.

(foto;: Secse)

lunedì 18 giugno 2018

SPA+CKC Via Libia BO 1998, Parte 2: Rusty

"RUSTICO vista parco, buona esposizione, facilità di parcheggio"

Novantotto, sotto il Ponte di Via Libia, in quello che mi hanno detto che si chiama "Cavallazzi".
Cosa? Il parco? La strada? Qualche edificio intorno?
Boh.
Chiedete a qualche localz, che per quel che ne so io Cavallazzi può anche fare rima con.
Sempre la murata del febbraio novantotto Sky4 Rusty Shot Dra Ciufs, iniziata in uno degli scorsi post con il pezzo di Sky4.
Ora tocca Rusty.
Ma prima, a riempire il vuoto tra il Cielo e il Rustico, un puppet di Shot. Coi guanti e il cappello. Boh.
La pezza "RUSTICO" di Rusty è abbastanza diversa dai suoi stili più classici, dove incroci, loop e raccordi tra le lettere avvengono quasi sempre con elementi curvi che s'intrecciano e/o scompongono e/o ricompongono.
Qui è la fiera dello spigolo. Delle lettere tagliate a colpi d'ascia e raccordate a martellate.
Con un 3D piatto e scuro e riflessini netti e puliti.
Ma non c'è una curva che sia una.
Giusto i pallini a decorare la O, che di per se è una spirale spigolata, ma è anche l'unico posto ad accogliere cerchietti.
E a raccontarci che Rusty aveva finito il rosa, che ha usato in tutte le lettere, meno che lì.
Ma potrei sbagliarmi ed essere una scelta artistica precisa.
Cui crederò solo dopo aver visto un bozzetto precedente che la presenta differente.
Ma tutta la murata SPA-CKC è giocata su rossi/gialli/arancioni, e il fatto che Rusty abbia cacciato dentro il rosa, scuro e chiaro, E NELLA O NO, mi fa pensare che.
Tipo:
- "Oh, ma il mio rosa?"
- "Ah, ma ti serviva? L'ho usato per la traccia".
Almeno, a me succedeva così.
Poi spacciavo il colore differente come precisa scelta artistica per destabilizzare lo spettatore casuale.
Annoto anche la robba in alto, a Dupli verdi azzurre lilla con contorno nero... evidentemente nessuno aveva la voglia di farsi la sbatta di coprire con una pezza fino in cima, dato che è rimasta pure su una murata successiva, del 99.
Ora non c'è più.
Imbiancata da qualcuno tra una murata e l'altra.
Però in una delle ultime murate, o almeno nel 2017 l'ultima di cui ho foto, se guardi la passata di biancone che sale in alto tra la pezza di Moe Hannibaletters e quella di Rusty, proprio dove c'è la scritta "There's no place like home", sotto lo strato di bianco passato un po' troppo leggero, la traccia di quella T sghemba dopo 20 anni si legge ancora.

(foto: Texas)

venerdì 15 giugno 2018

Sonda MAD bombing a Villapizzone MI 2003


Sono settimane che non posto bombing lungolinea, quindi è l'ora di cacciare qualcosa a tema.
Siamo alla Stazione Villapizzone della Suburbana, stazione che raccoglie alcune linee, appunto, suburbane, la Milano-Torino, la Milano-Domodossola e pure il Passante Ferroviario, sorta di metropolitana che collega le stazioni ferroviarie milanesi.
La stazione sostituiva la vecchia stazione Bovisa che stava poco lontano, ed è quella usata dagli studenti fuorisede per andare al campus del Politecnico, che si trova poco distante.
Non ha un edificio di stazione vero e proprio, si scende sottoterra come in metropolitana, per poi salire ai binari che sono esterni a livello terreno.
La pannellata, nel vero senso della parola visto che è sui pannelli a separazione dei binari, è stata fatta da Sonda nel 2003, quando era sia MAD che PNP e VSK, in quella "cosa" a metà tra la pezzata e il bombing (pezza a pochi colori? throwup a più colori?) che avevano lanciato gli MNP qualche anno prima e che alcuni portavano avanti: interno a 2 colori max, outline, sfondo e magari overline e riflessi. Quello che ci stava in un six pack di bonze.
Sonda, Bros e la MAD krew si erano specializzati in questo, oltre che nei bombing autostradali, prima di dedicarsi alla street art.
I primi anni 2000, infatti, per loro sono stati anni di muri e pannelli antirumore delle autostrade, tram urbani e suburbani, treni, e bombing, sia lungolinea che stradale.
Sonda e Bros facevano spessissimo bombing tour insieme, quindi non mi stupirei se il secondo fosse su un pannello più avanti o dall'altro lato di questo.

(Foto: archivio MAD)

giovedì 14 giugno 2018

Dumbo VDS in Via Vigevano, MI 1998


Questo VDS di Dumbo, tra i bombings che hanno colpito Milano nei tardi anni 90, è uno dei più visti e conosciuti.
Era in Via Vigevano, sul muro di recinzione della casa di fianco alla Casa Occupata di Via Gorizia.
Dall'altro lato del cancello sulla destra il muro era stato spesso pezzato da Atomo e Xwarz negli anni 80, per diventare riserva di caccia per noi S13 negli anni 90 (oltre a vari ospiti MNP, THP e altri).
In quegli anni la casa di fianco allo squat aveva ospitato solo tags e poco altro, fino all'argentata di Dumbo che vedete in foto, che rimase li ad argentare per qualche anno.
Essendo prospicente una delle principali vie della movida sui Navigli (la Darsena è una 20ina di metri a destra), è rimasta visibilissima alle decine di migliaia di persone che hanno cazzeggiato su questo marciapiede.
L'unico problema, era fotografarlo.
Si, perché a qualunque ora di giorno e di notte c'è qualcuno parcheggiato davanti, sul marciapiede o sul passo carraio.
L'unica sarebbe stata arrivare alle 5 di mattina il giorno della Festa dei Navigli, prima che arrivassero i bancarellari a piazzare i banchi davanti al muro.
Si, ma sticazzi, andateci voi alle 5 di mattina a fare le foto.
Ho due foto della murata: la più vecchia è quella di fronte, del98-99, con una golf bianca parcheggiata davanti. Nasconde parte delle lettere, ma si vede bene la S, che è la lettera che mi piace di più.
L'altra, che vedete sotto, è del 2001. Le lettere si vedono tutte, ma la prospettiva mi schiaccia la S e giganteggia la V, che è una lettera che non viene mai fighissima. E se ve lo dice uno che ha un nome che inizia con la V, fidatevi.
La D, invece, è classic Dumbo style, è la SUA "D", con quella pancia tirata verso l'alto, come fanno i panzoni quando si fanno fotografare trattenendo il fiato.
Son panzone, fidatevi, again.

(foto: Secse)

mercoledì 13 giugno 2018

I Mondiali di Fuckchester 1982


E' il 1982.
Io avevo 15 anni e da un paio avevo scoperto il punk, preso i miei primi dischi e le prime spillette.
Avevo il mio primo paio di anfibi: mica i Martins di voi fighette modaiole, ma anfibi militari recuperati da un parente tornato dai 12 mesi di najademmerda. Scomodi, pesanti, per nulla anfibi (nel senso che in una pozzanghera si fracicavano come spugne).
L'unica cosa che capivo era che quella musica era quello che faceva per me. Faceva scomparire nel nulla la roba che ascoltavo tra la fine anni '70 e i primi '80, dai Led Zeppelin a Guccini, da Alberto Camerini ai Village People, e pure tutto l'hard rock e metal che ascoltavo in quel periodo, Deep Purple, Saxon, Iron Maiden, Scorpions, Ac/Dc, Kiss, Accept, Hanoi Rocks.
Vabbé, a parte gli unici che reggevano il confronto: Motorhead.
Dal 1980-81, l'anno in cui ripetevo il primo anno di liceo, la mia vita fu salvata (o fottuta, dipende dai punti di vista) da God Save the Queen, White Riot, Sheena is a Punk Rocker, New Rose e tutto il resto.
Ma torniamo al 1982. E' estate. Non ho ancora 16 anni, mia madre è morta da poco più di un anno e mio padre, convinto da parenti e amici che l'inglese è importante, mandò me e mio fratello a casa di questa famiglia inglese conosciuta non so come che ci avrebbe ospitato, gli avremmo fatto qualche lavoretto in casa, le loro case di merda con la moquette in bagno, e in cambio avremmo trovato in tavola un piatto di spaghetti scotti col cibo per cani che chiamano meatballs.
E poi studiato inglese in una scuola lì vicina, che è importante l'inglese.
Naturalmente, a 15 anni dell'importanza dell'inglese te ne fotti. Io ero li per andare a Carnaby Street a comprarmi le spillette di Sid Vicious. Per andare dove c'era SEX, il negozio di Malcom Mc Laren. Per andare al 101 club o al Roxy a vedere i concerti (pochi mesi prima non ero riuscito a entrare al Rolling Stone per il concerto dei Ramones - no soldi - e mi rodeva ancora il culo).
Ero lì per il punk, cazzo.
Avrei voluto essere a Londra, ma finii in un fottuto paesotto del cazzo con gli inglesi più sfigati del mondo. Fuckchester o qualcosa del genere si chiamava. O si sarebbe dovuto chiamare
Un buco di culo circondato da prati a qualche km da Cambridge con un'unica cosa positiva: un campo di calcio.
Io e mio fratello, che aveva 1 anno meno di me, ci ritrovammo in una compagnia di venti 15enni italiani, più interessati a fare i coglioni con le ragazze locali che a vedere il London Bridge o il Big Ben, ma il programma prevedeva due gite a Londra.
Di tutto quello che volevo fare ho già detto prima. Mi riuscì solo di andare in Carnaby Street, sotto l'occhio vigile dei responsabili del programma, e comprarmi un tot di spillette: Sid Vicious, Sex Pistols, Sid e Nancy, Clash, Kiss Army, Saxon, We're All Prostitutes e qualcos'altro.
Presi pure una mega spillona con il teschio dei Motorhead in rilievo, che persi dopo 2 giorni. Cazzo.
Ma girando per Londra con il bus vidi i miei primi veri punk inglesi crestati, proprio come quelli delle cartoline. Addirittura, un paio di loro ci fecero le famose "two fingers in the air", cioè ci mandarono a fare in culo.
A Fuckchester near Cambridge, invece, non c'era un emerito cazzo. C'erano una decina di skinheads, più o meno hooligans, tra i 15 e i 20 anni. Io manco sapevo chi erano 'sti cazzo di skins, per me erano solo punks senza capelli.
I riots di Southall erano stati solo l'anno precedente, ma io non ne sapevo niente,e nemmeno sapevo che erano diventati il nemico pubblico numero uno nel Regno Unito.
Era, però, l'estate dell'82. E c'erano i mondiali di calcio in Spagna.
L'Inghilterra, da quella squadra di merda che era e che è tuttora, uscì subito al primo turno, mentre noi, dopo un inizio desolante con pareggi con squadroni di segaioli tipo Polonia e Camerun, schiantavamo Argentina, Brasile e Germania vincendo il Mundial, con Bearzot in panchina, Paolo Rossi, Zoff, Cabrini, Antognoni, Tardelli, Benetti, Altobelli, Causio in campo, un giovanissimo Franco Baresi sempre in panchina e Pertini in tribuna a fare la ola con la pipa.
Tutte le sere della fase finale, quando vincevamo, giravamo per il paesello con un bandierone tricolore urlando come deficenti. Gli inglesi, chiusi nell'unico pub, rimanevano silenti.
Tutte le sere, comunque, ci trovavamo al parco a giocare a calcio.
Non eravamo malvagi e spesso vincevamo. Io, essendo (sebbene per una manciata di mesi) tra i più grandi, stavo in attacco. Mio fratello era un più che decente portiere. un paio di altri avevano una discreta classe. La maggior parte del resto correva dietro al pallone senza costrutto alcuno.
Gli ultimi giorni che passammo nella terra d'Albione tutte le squadrette locali ci volevano sfidare, loro avevano inventato il calcio, ma noi avevamo stravinto il mundial.
Sempre in quei giorni era arrivato nel parco un luna park, per cui la sera c'era sempre folla di gente.
Degli inglesi si può dire di tutto, ma non che non amino le partite di calcio, quindi spesso ci succedeva di giocare con 200-300 persone di pubblico. Essendo italiani in un buco di culo di periferia inglese, voleva dire avere 200-300 tifosi CONTRO di noi.
Le nostre azioni più spettacolari erano accolte da un'assordante silenzio, mentre orrende ciabattate che finivano nella nostra rete in maniera assolutamente casuale, rimbalzando storte su una zolla tagliata male, venivano salutate dal delirio collettivo delle terraces, come fossero bombe di George Best.
Ricordo ancora una vittoria nostra per 7 a 1 (l'uno fu un autorete) dove a fine partita l'unico rumore che sentivi era la musica della giostra in lontananza.
Ricordo anche una nostra sconfitta al golden gol, dove perdemmo 13 a 12 dopo 4 ore di partita, contro una squadra di segaioli 20enni. La squadra inglese si abbracciava come se avessero battuto il Liverpool o l'Arsenal e non un gruppetto di turisti tra i 14 e i 15 anni, e il pubblico urlava a ogni gol loro e fischiava a ogni gol nostro.
L'ultima partita fu quella che mi convinse, se mai ce ne fosse stato bisogno, che gli inglesi sono un popolo di merda, salvo forse Mensi e una manciata di amici suoi.
Eravamo al solito parco per la solita partitella, quando arrivarono sette dei 10 skins di cui parlavo prima. Questi ci chiesero di fare l'ennesima sfida Italia-Inghilterra. I tipi erano tutti rasati a zero, Levi's 501, bretelle e Martin's. Alcuni degli italiani non avevano voglia di giocare ma, alla fine, riusciamo a mettere insieme i 7 azzurri necessari.
Loro avevano un paio di centrocampisti con buona visione del gioco ma con anfibi a banana, il resto erano zappaterra in bretelle e scarponi.
Ispirati dall'estro italiota del mundial, dominavamo il campo.
Io, poi, giocavo come mai più in seguito mi successe: girate al volo, dribbling, rovesciate, rasoiate da metà campo. Segnai 2 dei tre gol del "primo tempo" e gli inglesi 1.
Nella ripresa successe il fattaccio: mentre con un tiro millimetrico mi avevano crossato a centrocampo e mi involavo verso l'area, il difensore inglese, uno skin 20enne di 90 kg. per un metro e ottanta con faccia da archivio criminale, mi si para davanti. Con un paio di finte mi libero e sono pronto a tirare.
Carico il destro e, mentre sto per tirare, mi falcia da dietro. Io mi giro incazzato come una biscia urlando "rigore, cazzo, rigore!".
Guardando l'armadio a due ante che mi aveva atterrato mi accorgo che non era il momento per citare le regole del calcio.
Vena del collo gonfia, paonazzo in faccia, urlava una manciata di parole che non comprendevo mischiate a sacchettate di fuck this, fuck that.
A un certo punto mi accorgo del pallone immobile vicino a me. E faccio la cosa più stupida che si possa fare mentre si è stesi a terra davanti a uno skin incazzato da poco meno di un quintale.
Tiro in porta.
E segno.
Un attimo dopo cominciano a piovermi anfibiate addosso che cerco di parare con le gambe (se cercate la traduzione di "boot party", è questa), mentre gli italiani in campo fuggono lontani.
Gli italiani che stavano fra il pubblico, invece, fuggono ancora più lontani.
Mio fratello, che non è un coniglio come il resto degli italiani, corre verso di me per aiutarmi ma si becca una pezza in piena faccia e finisce a terra.
Lui a terra, io pure, i 7 skins intorno e i leoni italiani lontani, lontani.
Io, incapace di spiegare all'energumeno il concetto di "regola del vantaggio", nonché lo spirito sportivo che dovrebbe animare le manifestazioni sportive nella tradizione di De Coubertain, lo guardo basito mentre mi insulta con termini di cui ero all'oscuro e che nessuno m'insegnava alla scuola d'inglese. Qualcosa di nuovo nelle lingue l'ho imparato, alla fine.
Fortunatamente la sua capacità di tirarmi a calci era pari solo al suo controllo di palla nel futbol, se no avrebbe potutto farmi male.
Alla fine me la cavai con un paio di escoriazioni sulle gambe e un livido sul braccio, niente di che.
Ma avevamo comunque vinto, anche se mi rodeva il culo di aver vinto anche per i conigli italiani che erano scappati.
Poco tempo dopo avrei iniziato ad ascoltare Angelic Upstarts, Cock Sparrer, Sham69 e Cockney Rejects pure io, mi sarei reso conto conto di un po' di cose, apprezzando più i fottuti pelati di fuckchester dei conigli che consideravo amici.
Ma quello è stato il mio Mondiale di Spagna 1982.
Da qualche parte Pertini stava fumando la pipa, probabilmente.

martedì 12 giugno 2018

Antichi papiri riesumati in Darsena 1992


Perché avevo passato tutta la giornata a pezzare sulla Casa Occupata di Via Gorizia AKA Adrenaline, ecco perché.
Diciamolo: fare un papiro per metterci le firme è un po' una tamarreria. Si usava negli anni 80, raramente nel 1990, farne uno nel 92 era un po'... come vestirsi da paninaro nell'86: roba da paesanotti fuori moda.
Però, oh.
Finisco la mia pezza sullo squat, dove l'Isola Posse avrebbe dovuto suonare quella sera stessa, tra l'altro con la presentazione di "Sfida Il Buio / Questione DI Stile" del Dee, se non ricordo male.
Sulla casa dovevano dipingere anche Atomo e Xwarz, che ci fecero il primo pezzo sopra nel 1987 ma, come sanno bene tutti quelli che li conoscono, se l'appuntamento è alle 2 del pomeriggio loro non arrivano prima delle 5.
Quel giorno c'era la festa dei Navigli, c'era traffico! un terremoto! una tremenda inondazione!! LE CAVALLETTEEEEE!!!
Arrivarono alle 7 di sera.
Non volevano deludere i compagni dello squat che li avevano invitati, quindi, con la faccia di legno che sfodera sempre Atomo nelle situazioni più imbarazzanti, costrinse a forza Dayaki a scendere in Darsena con loro... e me.
Per forza, chi poteva essere l'unico pirla con una cassa di bombole e svuotini dietro?
Ovviamente la murata pencolava tremendamente sul lato marcio del lettering murale, ma la posto un'altra volta.
Per ora vi beccate il papirazzo che stava a lato, con la mia tag del periodo cuoricioni, quella di Atomo in verde, lo spazio vuoto dove Xwarz avrebbe dovuto fare la sua ma si dimenticò, e quella di Dayaki con tanto di halo sopra la Y.
Sul palo, infine, tag di Tebò (MI writing dalla west coast milanese) che non centrava con la murata, ma era già li e non eravamo gente che copriva le firme altrui se non era necessario.
Sotto una V cerchiata che avevo cominciato a tracciare in giro dal 90, dopo aver letto i comics di "V for Vendetta", per smettere intorno... boh, un paio di anni dopo.
Se avessi saputo che branchi di coglioni avrebbero usato la maschera di V per evidenziare la propria coglionaggine decenni dopo, probabilmente non avrei mai iniziato a farle.

lunedì 11 giugno 2018

SPA+CKC Via Libia BO 1998, Parte 1: Sky4


E quindi alcuni CKC erano stati ospitati nel 1998 da alcuni SPA, non certo per la prima volta, su questa parete del ponte di Via Libia. Parete che da su un pezzo di strada praticamente pedonale, di fronte al parco Benjamin Moloise.
Non so se ci fosse stata un'occasione particolare per questa murata, che comprendeva, da sx a dx come ve li posterò: Sky4 PWD CKC, Puppet di Shot CKC, pezze di Rusty SPA, Shot CKC, Dra CKC, Ciufs SPA.
Questo ponte ha più vernice che cemento armato, quindi dei vari strati, precedenti e seguenti, ce ne sarà da parlare.
Di alcuni si è già parlato, ad esempio in un vecchio post di Pezzate del 2010 riferito a una murata Sky4-Rusty-Guz-Shad-Pongo.
Ma cominciamo da qui.
E con qui intendo 1998.
La pezza di Sky4 appartiene al periodo della "fisarmonica": per un po' di tempo il Gianni si è cimentato in questi 3D allucinanti, appunto a fisarmonica, che scalettavano tutto il bordo delle lettere.
Non bastandogli le difficoltà di incastri, tagli, loop, frecce, sovrapposizioni e incroci, Sky s'invento questo 3D in cui, non solo aggiungeva una doppia riga a seguire e sottolineare la scalettatura, ma invertiva i settori chiari/scuri (luce/ombra) a ogni "settore" di lettera, per cui ogni pezzo sembrava illuminato da un punto luce diverso e opposto. A questo si aggiungeva l'assenza di un punto di fuga prospettico unico che seguisse la regola prospettica, optando per una prospettiva casuale che accomodasse solo il suo gusto, aumentando la sensazione straniante.
Vabbé, ok, ho delirato con le cagate da critico del cazzo.
Però 'ste fisarmoniche in acido mi piacevano perché se le guardavi abbastanza a lungo, specie se fumato, dovevi portarti il sacchetto antisgollo degli aerei.
Per il resto, inline e outline, con overline che va a chiudere il 3D e a staccare tutto dallo sfondo blu dipinto di blu ma non da Blu se no sarebbe grigio.
Dediche a Bang, Phato e Rae.
E il CKC sulla sinistra? Sarà suo? Boh.

(foto: Texas)

venerdì 8 giugno 2018

Mind1 Rain Dumbo, VDS bombing, MI 1999


Alle volte ti dice sfiga, fai un bloccone su quelle che sono delle belle antone pieghevoli, di metallo pesante, su una casa che non vede ristrutturazione, evidentemente, dalla fine della seconda guerra mondiale e ti dici: rimarrà li per decenni.
Invece arriva la sfiga e ti affitta il negozio uno che pensa sia meglio metterci una serranda a griglia per mettere in mostra i suoi accessori ipercostosi anche la sera. E le letterone del tuo blocco finiscono al recupero materiali ferrosi.
E dire che quegli antoni di ferro sono tradizionali nel centro di Milano, ma sembra che la soprintendenza ai beni architettonici e belle arti abbia da ridire su tags e pezzi e non sull'eliminazione di attrezzature storiche del panorama stradale milanese.
Ma Milano la rovinano solo i pezzi, si sa.
La via non la so, ma la presenza di lastroni in pietra sul pavimento stradale mi fanno dire: dentro la circonvalla interna, quella delle ex mura spagnole.
A naso direi zona proprio centrale, ma boh.
Nemmeno l'anno so. La foto è di metà 2000, ma sti blocconi argento VDS apparivano in giro già nel 98, per cui ho fatto una via di mezzo: 99! Naturalmente correggo se vengo a conoscenza di date esatte.
Da notare anche le crew tags intorno, anche precedenti il blocco: LK, PF e TGF, oltre ad altre tags qua e là.
Quanto degrado.
Quelle serrande grigliate da vetrina dell'Oviesse, intendo.

(foto: Secse)

giovedì 7 giugno 2018

KaosOne MCA "Zine", bozza e muro, 1990


Va bene, se vi sembra di averle già viste, è perché le avete già viste.
Sia la murata che la bozza erano state già postate tempo fa, ma mi piaceva metterle vicine per vedere quello che resta, quello che cambia, quello che si perde, passando dalla carta al muro.
Sia la bozza che la murata sono state fatte da Kaos nel 1990.
La murata era alla HallOfFame degli MCA al parco della Martesana, di fianco a una di Rendo dell'anno precedente.
Come si vede, quello che rimane è l'impostazione generale delle lettere, molto europee e molto "monacose".
Si è perso per strada il 3D con deco a "chicco di caffè" (o a "zampa di cammello").
Si sono perse anche le freccione in uscita dalla Z e dalla E. La prima forse appesantiva e rendeva meno riconoscibile la lettera, mentre la seconda, che usciva in modo un po' "strano" da un punto del 3D della E, perdendo il 3D non sapeva da dove partire. E se sei freccia, non avere una partenza non ti da una direzione e che sfrecci a fare? Sei superflua.
Per il resto, sfondo a cielo nuvoloso classic 80's con giallo sfumato intorno alle lettere per farle risaltare, che all'epoca non esistevano gli overline, oltre a lampetti e sbrillarelloni seminati a secchiate.
Purtroppo in quegli anni i pennarelli bianchi erano pochissimo coprenti (io avevo un uniPosca bianco che dovevo ripassare 6-7 volte prima che rimanesse bianco), se no li si sarebbero usati pure nelle bozze. Alcuni usavano il bianchetto per le correzioni, ma il rischio di impiastrare tutto era alto, dato che prendeva intere ere geologiche per asciugarsi. Quindi nemmeno Kaos ha fatto stelline in giro.
In aggiunta, non presenti nella bozza:
Puppet alla maniera che si usava allora, con la boccuccia a culo di gallina. Vi erano 3 modi principali di dare espressione alle facce nei puppets hiphop, con gli spray dell'epoca: sorriso a dentoni bianchi, smorfia con labbroni, boccuccia a culo di gallina. Con il miglioramento della qualità delle vernici e del can control sono aumentate anche le possibilità espressive.
Infine, papiro con la firma. Il papiro srotolato dove mettere la tag era stato usato da qualche writer di NYC e, per un po' di tempo, divenne un classico nelle pezze fine anni 80. Poi, per fortuna, quest'usanza archeologica sparì lentamente.
Ma sappiate che se volete fare una murata in stile anni 80, il papiro ci andrebbe...
That's it.
Dalla carta, al muro, al monitor!

mercoledì 6 giugno 2018

Honey MC6 puppets, Sesto S.G. 1997


Nell'album di fotografie dedicata ai puppet masters non potevo non mettere Honey.
Già l'ho scritto in un altro post, avevamo una crew insieme, MC6, ma per la maggior parte della sua carriera di writer è stato più o meno un solitario.
La murata in foto, alla sua Hall di Sesto, è stata l'ultima murata che ha realizzato lì. Ne fece una successiva, ma il condominio proprietario dei muri decise di ristrutturare tutto, passando una mano d'intonaco nuovo su un po' di anni di storia del writing sestese.
Sulla destra la scritta verticale HON con cui abbreviava ogni tanto il suo nome, oltre a una parziale collezione del suo immaginario iconografico: supereroine tettute, pistoleri messicani, bozze di puppets disegnati su papiri.
Quello con il cappellino da sciatore degli anni 70 tipo Ingemar Stenmark dovrebbe essere il suo autoritratto, mentre immagina le cose sbozzettando sul blackbook a lume di candela, con una matita in una mano e una cosa, suppongo sativa, nell'altra.
Da notare anche le fiamme da hotrod che escono dalle lettere (oltretutto lettere in stile type design, con aste verticali, oblique, grazie e decorazioni varie before it was cool on a wall), che vanno a integrare i riferimenti di pop kulture del suo immaginario all'epoca.

Di seguito vi aggiungo anche foto della sua moto, un Guzzi 1000 customizzato da solo, davanti al muro.
Me la ricordo quella moto. Eravamo in Sardegna, in autostrada in direzione di Cagliari. Lui era in bermuda per pigliare il freschino sui "gioielli".
Gli entrò una vespa nei pantaloni mentre era a 140.
Mantenne un invidiabile sangue freddo e fermò la moto con la dovuta attenzione.
La sera sedette un po' scomodo, però.

(foto: Honey)
 

martedì 5 giugno 2018

Graffio + KaosOne MCA "Ace", Milano 1988-89


Chi è passato da Milano negli anni d'oro dell'HH milanese riconoscerà il luogo.
Era la rampa di accesso al parcheggio sotterraneo di Largo Corsia dei Servi, pieno centro di Milano, qualche metro sotto lo storico "Muretto".
Graffio mi data la murata 88-89, quindi presumo sia stata iniziata a fine 1988 e completata nel 1989.
Io l'ho vista a 1989 avanzato, più o meno come la vedete in questa foto, con le prime scrittine a pennarello a pastrocchiare sopra.
Poi è peggiorato. Quando i fratelli Degni erano passati per le foto del loro box di cartoline era ridotto anche peggio...
La scritta ACE era di Graffio, classico stile europeo, colorazioni pulite, outline preciso, stelline meglio una di più che una di meno, effettini spruzzarelli all'interno delle aree a colore piatto per dare un po' di atmosfera: classic 80's writing!
I colori sono in buona parte DupliColor, con qualche aggiunta di Buntlack Marabu, vernici artistiche tedesche che, all'epoca, costavano l'equivalente di un rene al mercato nero degli organi.
Infatti li usavano (comunque con parsimonia) solo quelli che ne alzavano qualcuno con lavori su commissione, appunto tipo gli MCA, oppure i CMC che ne erano probabilmente pusherz.
Tornando alla murata: dopo l'ACE puppet di KaosOne, che qui ha gli occhi verdini, ma me li ricordavo bianchi. Boh.
Di seguito c'era una pezzata di Rendo, che posterò un'altra volta. Ma se avete fretta prendetevi il libro Vecchia Scuola, che lo trovate dentro.
Il tunnel era il regno sotterraneo degli MCA. Davanti a questi pezzi si sono fatti fotografare tutti quelli che hanno contribuito a portare l'HH a Milano e buona parte della scena italiana.

ACE a pittura fresca - Foto: Graffio
ACE dal box "G******i in Italia" - Foto: G. e M. Degni

lunedì 4 giugno 2018

Mister CPK REIS, silver in Lisbona 2017


Writer di Lisbona attivo dal 1998. Mister è parte dei CPK (Crime Production Krew) e dei REIS, una delle principali crew portoghesi.
Questa argentata è stata fatta all'interno di una fabbrica abbandonata dove ci vanno un po' tutti e ci trovi un po' di tutto, writing, street art e pure comitive di turisti dell'arte urbana con macchine fotografiche e guida turistica, non so quanto specializzata, ma oh.
Tempo fa avevo postato una pezza di Mister, e avevo promesso l'argento.
Eccolo.

(foto: Roy Milksoy)

giovedì 31 maggio 2018

DMC (Ven + Tram) su Porta Ticinese MI 1998-99


Il cantiere è quello del restauro dell'ottocentesca Porta Ticinese di Luigi Cagnola, che sostituì la precendente Porta Ticinese lungo le mura spagnole.
Il cantiere era rimasto in opera tra la fine degli anni 90 e i primi 2000, la foto è del gennaio 2000, quindi penso che il DMC sia stato fatto tra 1998 e 99.
Sempre firmato Ven e Tram, come un precedente bombing "a colori" che si trovava dall'altra parte della Darsena (che inizia qualche decina di metri a sinistra di questa foto), sul lato del Coin di Porta Genova.
Per questo DMC i DeMoniaCi hanno approfittato del nero di sfondo della palizzata di cantiere, tracciando solo alcune parti delle lettere in bianco, il minimo indispensabile perché il nostro cervello faccia il resto dello sbatti di ricostruire e leggere le lettere DI EMME CI.
Poi qualche stellina per decorazione, che ci stanno sempre bene.
Purtroppo qualche fascistello disagiato ha aggiunto una scritta con celtiche che non si capisce.
NOIO? Cos'è? il maschile di "noia"? Voleva scrive tutto attaccato "A noio"? Era un pronipote di Totò che scrive la lettera "noio vulevam savuar..."?
Boh.

(foto: Secse)

mercoledì 30 maggio 2018

Saet su ETR500, MI 2001


Pannello veloce per il treno veloce!
Saet caccia questo pannello con pezzata a lettera monocolore (a meno che consideriate il binaco e il nero degli altri colori) sotto il cinquecento di un ETR500, il primo treno italiano ad Alta Velocità.
Il pannello è del 2001, fresco di fattura.
Molto fresco.
Talmente fresco che Saet non ha ancora levato la spalla da''inquadratura, avendo ancora da completare la parte rosa dello sfondo.
Per cerchietti e goccioloni e firmette, invece, appostocosì.
Il pannello stava su una delle due locomotive E 404 in testa e in coda all'elettrotrenocinquecento.
Notiziuole triviali sull'ETR500:
detiene il primato italiano di velocità su rotaia, pari a 362 km/h. Chissà se a 362 un softie sembra un wild.
La livrea originale del treno, visibile dietro questo pannello è la prima dell'ETR, quella studiata da Pininfarina.

(Foto: Saettate!)

martedì 29 maggio 2018

Mambo + Dado, Lunetta, BO estate 1994


Il muro è quello della scuola materna  nel Parco Lunetta Gamberini di Bologna, palestra di vernici per buona parte della SPA e amici.
La pezza, proprio di fianco alla targa della scuola, dovrebbe essere di Dado e Mambo.
Dico dovrebbe perché la fime di Mambo la leggo bene, mentre quella di Dado ha dei cerchietti azzurri sopra, e siccome non sono localz uso il dubitativo per mettere le mani avanti, e chi sa correggerà.
(AGGIORNAMENTO: Dado mi conferma che è lui e che la data è estate 1994, quindi correggo il post!)
Pezza abbastanza surreale e piena di effetti, effettini ed effettacci, gocce, schizzi, colature, freccette, stelline, cuoricioni e lettere che si zompano, scavallano e morsicano una all'altra.
Un dubbio mi tormenta: cosa significa la scritta METEO in basso a sinistra.
Ah! E anche che cos'è quell'oggetto nella mano che esce dal naso del faccione in stile azteco-felsineo.

(foto: Texas!)

lunedì 28 maggio 2018

Honey MC6 + Dra CKC, Funky Jam, Sesto San Giovanni, 1995


Il problema degli elenchi è che si corre sempre il rischio di dimenticare qualcosa.
Succede con l'elenco della spesa, figuriamoci con gli elenchi di writers che dipingevano 20 anni fa.
Rileggevo l'elenco che appare sulle pagine di Buio Dentro, con i writers che dipingevano tra 80's e 90's.
Ammetto candidamente, che quello che è stato scritto non avrei potuto farlo: un buon 20-30% di quelli che sono nell'elenco nemmeno li conoscevo, un altro 20% me lo sarei dimenticato pur conoscendoli (con seguito di giuste lamentazioni dei dimenticati).
Rileggendolo in questi giorni, qualche assenza ora la noto. Non l'ho notata prima perché, oggettivamente, gli elenchi mi danno il mal di mare.
Sono un fautore delle classifiche fino alle 5 posizioni (se avete letto o visto Alta Fedeltà, capite di cosa parlo). Oltre i 5 nomi mi si strozza il respiro e si annebbia la vista.
Quindi, se non vi leggete in un elenco dove dovreste essere fatevene una ragione, shit happens. Il libro completo non esiste.
Questo lungo preambolo per introdurre un nome che nell'elenco di quel libro, ma anche di altri libri, fanze e siti, manca.
Honey.
Honey è stato uno dei primi writer (non mi spingo a dire il primo non essendone sicuro, ma "uno dei" direi di si) di Sesto San Giovanni.
Oddio, sono un po' in conflitto d'interessi, dato che con Honey ci ho dipinto insieme per anni, che avevamo una nostra minicrew (MC6, Milano-Ciny-6°S.G., praticamente da dove venivamo noi e le nostre fidanzate dell'epoca) attiva tra 96 e 2000 se non ricordo male.
Quando abbiamo iniziato a pezzare insieme lui lo faceva già da qualche anno: stile europeo, tratti puliti e curati e predilezione per puppets, decorazioni e citazioni pop kulture.
Quella nella foto è una murata fatta con Dra CKC (altro olschooler sestese!) alla HallOfFame che Honey aveva a Sesto, datata 1995 quindi fatta prima che pezzassimo come MC6.
Hall autorizzata, ma "autorizzata" per modo di dire, dato che aveva, se non ricordo male, l'autorizzazione per fare UNA murata, ma non essendo specificata precisamente la teneva valida a ogni controllo.
Cosa che funzionò, dato che quando ci fermarono i carabinieri mentre stavamo facendo un pezzo al suo muro, una lettura del "permesso comunale" sembrò bastare...
Non è mai stato un bomber. Negli anni in cui abbiamo pezzato insieme avremo fatto, penso, non più di un paio di merci in ferrovia a Sesto, forse una carrozza in Garibaldi. Pochissimo bombing stradale.
Ma sulle murate ha sempre avuto una cura manicale per i dettagli, un po' alla Rendo, e una tecnica nel disegno che che gli ha sempre fatto fare puppets spettacolari.
Molti writers sestesi hanno iniziato guardando le sue murate quando erano piccini, che lo ammettano o meno.
Per quelli che non l'hanno conosciuto o non hanno visto le sue cose, per ora, incominciamo da qui.

sabato 26 maggio 2018

TDK Squad, Parco Martesana MI 1993


TheDamageKidSquad.
L'avevano firmata così, in alto.
Non mi ricordo chi dei TDK avesse effettivamente dipinto questa mega murata. Di sicuro Raptuz che ha fatto buona parte dei puppets, e Rendo le cui lettere sono inconfondibili.
Ma questa murata, fresca e nei particolari, l'avrete già vista tutti.
Sulle fanze all'epoca, su libri vecchi e nuovi sulla scena milanese, su siti e pagine social varie, comprese quelle degli autori.
Bella fresca, con i colori brillanti e i particolari ultraprecisi, marchio di fabbrica di molti nella TDK squad.
Ma oggi sono pervaso da spirito dark e nichilismo, per cui vi posto questa foto del gennaio 2000.
Inverno.
Foglie secche.
Alberi spogli.
Muri scrostati.
Un passante attraversa il pezzo lungo il sentiero nella cupezza del sole che tramonta dietro la fabbrica retrostante, senza nemmeno la scusa di un cane d'accompagnare a pisciare.
Il Parco Martesana vuoto come una steppa desolata.
Il pezzo scrostato da sette anni all'aperto.
Thor, sulla parete, accecato dalla striscia d'intonaco caduto.
La caducità del writing.
La caducità dell'arte.
La caducità della vita.

Se ingrandite la foto qualcuno ha disegnato dei baffi sul puppet di Raptuz, quando tutti sanno che è più un tipo da pizzetto, no quei baffi da porno tedesco degli anni 70.
Mi rendo conto che queste righe finali portano una nota ilare che rovina l'afflato goticheggiante che volevo dare al post, nel solco della letteratura scapigliata.
Non posso farcela.

(foto: Secse)

Arrivato in seguito al post, non posso non postare una foto primaverile (di Texas) del making of!


giovedì 24 maggio 2018

Robin RNS, Cesenatico FC, 1994


E io lo capisco, ci sono passato.
No, non che sono andato li anch'io, ma che è successo pure a me!
Sei in vacanza al mare con gli amici, magari al campeggio di Cesenatico e, tornando dal Parco Atlantica, ti vedi e rivedi questo muro, magari con resti di pitturelli, firmette, throwuppini e quant'altro.
E pensi: non ho le bonze abituali (o magari "ne ho troppo poche", che nessuno viaggia senza scorta minima nei primi 90's), prendo le SarcazzoColors al colorificio del paese e speriamo che.
E invece.
Hai il dubbio se fare il 3D o non farlo. Lo fai e, beh, non sta bene. Le lettere blobbose non si adattano a un 3D laterale.
Vabbé, lo copro con l'azzurro che ho comprato.
E invece.
E invece quell'azzurrino del contorno copre veramente male. Ma e troppo tardi. E oltretutto non hai abbastanza vernice per fare il contorno spesso intorno a tutto.
Vabbé (again), tanto è su un muro dietro all'acquapark e al campeggio, non se lo inculerà mai nessuno e poi lo copriranno, che tutto il muro è scrostato e rovinato.
E invece.
E invece son passati 24 anni ed è ancora lì, intonso. Beh, scrostato e scolorito, ma si vede ancora la traccia del 3D che hai cercato di ricoprire.
Ringrazia Texas che l'ha fotografato prima che quella robinia davanti crescesse e coprisse tutto, se no non lo avrebbe mai visto nessuno!
Oltretutto con quella luce radente che esalta ogni minimo difetto e screpolatura sulla superficie del muro.

mercoledì 23 maggio 2018

Bologna, Stazione Autolinee 2018


Le argentate che vedete sono quelle che stazionano ora sulla Stazione Autolinee di Bologna (stazionano-stazione... ah che simpatico giuoco di parole), a poca distanza dalla stazione FS di Bologna Centrale.
Argentate simpaticamente arroganti, che portano via il posto a qualche pubblicità che prima o poi tornerà su quei cartelloni.
Ma per ora rimangono lì a farsi vedere da tutti i bolognesi e i viaggiatori che passano per la piazza.
Il billboard writing, ovvero le pezzate sopra i cartelloni pubblicitari, specialmente quelli autostradali, è una specialità di Los Angeles, città che abbonda di strade ma scarseggia in rotaie, per cui mi piaceva postare un esempio italiano.
Se siete o passate da Bologna, buttateci un occhio, che son li per quello!

(foto: Andrea)

martedì 22 maggio 2018

Mork GS AM, pannelli su FS, 1998


Pannellata su Semipilota TE “Mazinga” in livrea MDVE (quello che sembra lilla in foto in realtà è grigio).
Il Gaetano è Gaetano anche se di fianco c'è scritto Gaeta: No! e la pannellata MORK in puro Moscovah Style.
Sia i Gaetani che l'Atletico Moscova erano apparsi da un anno circa nel CV di Don Morkò, dopo l'uscita dall'MDS.
Qui le crew tags sono solo GS e AM, quindi suppongo il pannello sia precedente all'ingresso in BUH.
Sempre belle le foto dei pannelli fatti a pezzi, attaccate con lo scotch e con quel flash centrale che fa una palla bianca con l'ombra intorno.
L'unica cosa che mi chiedo è perché, ogni tanto, il Mork fa una lettera con un colore di riempimento e lo cambia per le altre. Se notate, lea M ha una base blus curo, mentre la ORK è verde.
Scelta stilistica? Bonza blu intasta?
Only Mork knows!
Aneddoto morkoniko: "questo pop venne utilizzato dal sindacato ORSA per uno sciopero generale sui loro manifesti nazionali... una volta l'avevo... a spulciare i loro archivi..."

(fot: Archivio Moscovah)

sabato 19 maggio 2018

Kid CKC softie, 2017


Classico softie del Kid, che mi ha tracciato durante il Block Party dei BN in Ghisolfa, dove stava pezzando con Sky4.
Stava nevicando, natale era vicino, le bonze gelavano e pure il mio marker s'è asciugato.

venerdì 18 maggio 2018

giovedì 17 maggio 2018

HallOfFame - XXX Skateboard Magazine n.21 - 1992


Che belle le foto verticali, strette e lunghe, in bassa risoluzione, in cui non si capisce un cazzo!
Però quello che vedete in foto è il primo "articolo" di una rubrica che avrei dovuto tenere su XXX Skateboard Magazine.
Ne uscirono solo un paio, se non ricordo male.
La rubrica si chiamava "Hall Of Fame" e iniziò con il n.21 di XXXSBM, uscito intorno a metà 1992.
Questa prima column parlava di tags e Throwups, riuscendo a collezionare un errore di data e un uso sconsiderato della parola con la "g" nel giro di una manciata di righe.
Vabbé era il 1992, forgive me!
Comunque, proprio intorno a quegli anni, la scena skate italiana si stava avvicinando all'HipHop (e anche al writing). Sulla rivista "concorrente" SkateSnowBoard c'era la rubrica Mondo Hip Hop, mentre su XXX, la rubrica musicale 100A, che avevo tenuto inizialmente io parlando esclusivamente di HC punk, era passata a Marco Mathieu che aveva cominciato a recensire e parlare anche di rap e simili.
Pure quel giornaletto carta da culo che si chiamava Skate arrivò, naturalmente in ritardo, a parlare di rap con articoli scritti da Frankie Hi-Nrg MC. Che proprio per il giornaletto su cui scriveva non sono mai riuscito a prendere sul serio.
Ma vabbè.
Tornando alla mia rubrica, pubblicai alcune foto che feci ad Amsterdam nell'89 e un treno della S-Bahn di Berlino del 1991.
Ora rabbrividisco a leggere le cose che scrivevo allora, ma tenete conto che c'erano 3 libri in croce sul writing, e a livello italiano erano giusto usciti i primisssimi numeri delle fanze di writing dell'epoca: Tribe, Trap e Impatto Nitro erano del 91, forse pure il primo di AL fotocopiato.
Spingi il tuo skate e chissenefrega degli altri!

Volete vedere meglio le foto dell'articolo? Eccole qui!

Cola-Dose della S-Bahn di Berlino, 1991

"Old Prison", Amsterdam 1989
Sander, Amsterdam 1989

mercoledì 16 maggio 2018

Kimet + Shorty FCE "HardCore", Bologna 1988


E quindi Texas, un giorno, mi manda questa cartella zippata piena di murate Bolognesi.
Lui cura le pagine Old School del sito dei Bologna BomberS, dove posta e racconta la sua visione dei primi anni del writing sotto le 2 torri.
Nonostante abbia fotografato (quasi) tutto e si ricordi date e dati di molto di quel quasi tutto, alcune cose sono rimaste un mistero.
Così, qualche tempo fa, mi trovo nella mail questa raccolta di pezzate (che posterò, tranqui!), contenente cose troppo "giovani" per la sua pagina "Old", ma con una foto di cui non aveva nessuna info.
C'è un muro di mattoni, un paio di case anonime dietro e, sul muro, una scritta: "Hard Core".
Ora.
Non puoi gettarmi davanti una murata con scritto HARDCORE. E' una provocazione.
DEVO sapere chi, come, quando!
Il problema è che 'sta murata non l'ho mai vista prima, nemmeno le volte che sono stato a Bologna, ammesso che fosse ancora visibile, oramai 20-25 anni fa.
E cercare un muro di mattoni a Bologna è come cercare una strada a Venezia sapendo solo che è vicino a un canale.
Ma se c'è scritto HARDCORE, che si riferisca all'HC punk o all'HC HipHop, al
who, when, where, why and what the fuck, ci arrivo. U can't fuck wit me.
Quindi.
Texas mi dice che è una delle prime pezze che ha visto, probabilmente risalente al 1988-89. Dove? Boh. Un lungolinea. Di chi? Mistero.

Chiedo a (names withheld to protect the innocent), che qualcosa ne sa di HC, sia punky che HH, ma niente, nada, nothing, nicht,
ничего, ezer.
Provo a cercare su google. Niente.
Ricerca avanzata su vari motori di ricerca. Nulla.
Ricerca con ottimizzazione stocastica. Zero.
Algoritmi evolutivi. Una minchia.
Ricerca nel deep web. Una beata minchia.

Poi mi viene in mente che, nell'88-89, non erano tanti a dipingere a Bologna.
Cerco di recuperare qualche intervista a writers delle prime generazioni bolognesi. Fanze. Siti web.
Alcuni non parlano nemmeno sotto tortura. Altri qualche intervista qua e là l'hanno lasciata.
Trovo un video con intervista a Dado SPA che racconta i suoi inizi.
ECCO.
Dado racconta delle prime cose che vedeva sui muri nella Bologna del 1988. I primi disegni e primi pezzi.
Nel suo quartiere in particolare, Mazzini, si ricorda di questo pezzo HARD CORE "con un disegno bellissimo, proprio qui dietro in Via Monte Vecchio", fatto da Kimet e Shorty dei Cammelli.
TROVATO.
Vado su google street view, ma con poca fortuna. Percorro tutta la via con la google car ma non c'è nessun muro simile a quello nella foto. Non mi aspettavo di trovare il pezzo intero 30 anni dopo, ok, ma boh, almeno il muro.
Non trovo il muro, ma trovo le case che si vedono sullo sfondo della foto, anche se visibili solo da un'angolazione diversa (la google car non entra nelle strade private, come quella che triangolando corrisponderebbe al punto di vista della foto), abbastanza all'inizio della via, lungo il terrapieno della ferrovia.

Un lungolinea.
GOTCHA.
Sul "where" ci siamo, il "why" e il "what" giassai. Mi manca la conferma di Chi e Quando.

Se centrano i Cammelli, ovviamente, chiedo a Yared.
Mi conferma che sono prorio Kimet e Shorty, ma per sicurezza, mi mette in contatto con Kimet.
Che a sua volta mi conferma il periodo e il posto.
La murata era sua e di Shorty, gli anni erano intorno all'88-89.

Tutto partendo da una foto di 30 anni fa, in una strada che non avevo mai visto, di una città dove sono stato 20 anni fa.
U CAN'T FUCK WITH ME!

AGGIORNAMENTO - Kimet mi scrive: "Via Pontevecchio fine anni '80 e nel cuore del Mazzini. Non eravamo i primi writers del quartiere, Mined e Wolf c'eran già, ma noi ci sian fatti il pezzo sottocasa in orario da dopocena, coi regaz che portavan birre e facevan lainz nel polleggio del circolo culturale dell'ignoranza all'aria aperta. In effetti, più che questioni stilistiche o anagrafiche, per me questo muro ha significato il sentimento di stare nella via, non sulla linea ferroviaria, non sui muri nei luoghi di passaggio, ma dove a passare eravamo noi tutti i giorni. Di lì a poco, nel raggio di poche centinaia di metri, c'erano già in fervore Dado, Side e Draw.... Pontevecchio roots style! tnx a Vandalo per averlo inserito."

AGGIORNAMENTO 2 - Altre voci di Mazzini Bois! Draw ci dice che: "Sono cresciuto con quel pezzo.. nell'88 andavo in sk8 e fino al 90 non mi sono mai interessato dei pezzi... Solo qualche tempo dopo, vedendone sulle fanze di skitc(come si diceva ai tempi).
Da quel momento, questo pezzo, il pezzo di Rusty sul ponte giallo (ancora esistente... ah le sparvar! Fatte per resistere!!) e il pezzo di Dayakee di fronte all'Accademia, divennero le mie mete!
Lunga vita a Kimet & Half Man (era firmato così.. la do per certa!) aka Shortee!
"


Aggiungo qua sotto il video con l'intervista a Dado!
(foto: Texas, se non si era capito)


lunedì 14 maggio 2018

Il mio crew???


Io ho sempre saputo che LA crew è femmina, o almeno io e tutti quelli che conosco l'hanno sempre chiamata così, tradotta dal termine nautico "ciurma" ("equipaggio di un bastimento" o "folla spregevole od ostile").
Siccome non sono un fine linguista, né in italiano né in inglese, non ho idea se sia giusto o sbagliato.
Ma vedere scritto "IL mio crew" fa armare il mitra al grammar nazi che è in me.

(foto: Andrea)

sabato 12 maggio 2018

Leoncavallo 1994


14 gennaio 1994.
Il Leoncavallo di Via Leoncavallo viene sgomberato definitivamente, abbattendo l'abbattibile per evitare una nuova rioccupazione.
Nella foto (rubata dall'archivio del Corriere, ma tanto visto che è fotografata anche roba mia, per i diritti d'autore siamo a posto così. Per stavolta non vi sguinzaglio gli avvocati!) quello che resta del cortile interno e dei muri perimetrali del capannone.
Sulla sinistra, sopra i resti del muro bianco spunta il "C'mon Everybody" con l'ammucchiata di corpi pezzata dagli LHP con Mambo, seguito dal logo TOxHC (TOrino HardCore) fatto da Luca Abort prima del concerto degli IfixTcenTcen del 1988.
Subito dopo c'era un muro di foratoni in cls su cui avevamo pezzato io e Teatro nel 1990, purtroppo non visibile perché abbattuto per far entrare la ruspa, ma era il pezzo n.50 della mia "carriera" d'imbrattamuri.
Di seguito c'era quel muro a L che vedete al centro della foto, dove avevano dipinto in diversi, di cui spunta (per chi se lo ricorda, se non l'avete visto all'epoca, beh...) il Devil disegnato da Inox LHP (circa 1989).
Sto aspettando foto specifiche di quel muro (e se ne avete voi, mandatemele!!!) da postare, nell'attesa fatevi bastare questa!

Power di Teatro, puppet di Vandalo (pezzo n.50!)

venerdì 11 maggio 2018

Cone PND, 90's writer (3 di 3)

Cone PND Due PND VMD70s, Gorgonzola 2005-06
Siccome avevo già postato la parte 1 con i bombing in banchina MM2 di Cone, poi la parte 2 con il pannello su una marrone delle FNM, questa murata la chiamo parte 3.
Anche se non sarebbe esatto, dato che la murata in questione è di 2 cernuschesi come Cone e Due: entrambi "Paint'N' Destroy", con il secondo anche VMD70s.
Le pezze sono classica east coast milanese, bars'n'arrows, loops, tagli e ritagli, 3D (con punto di fuga centrale e prospettico per Cone e verticale assonometrico per Due) e tutto quanto piaceva a questo lato di Milano e limitrofi.
Con un bordo azzurro a unirli, che chiamo "bordo" perché non posso chiamarlo outline né overline, dato che è outlineato a sua volta, in un loop di infiniti contorni contornati.
Era parte di una murata collettiva che vedeva Sys1r, Sky4, Flash, Kid, Moe, Urok e altri su un muro di Gorgonzola nel 2005 o 2006 (chi c'era confermi l'anno, che correggo!).
Moe mi ha fornito anche foto della bozza di Cone (oltre che della pezza), e ve l'aggiungo qui sotto, un po' seppiata per dargli quell'aria vintaggia di papiro di 12 anni fa.

Bozza Cone PND