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La prima mostra di street art in Italia: Leoncavallo 2003

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Cominciamo subito con un titolo arrogante il giusto. No, non fu la prima mostra, c'erano stati diversi Illegal Art Show in giro per le strade milanesi, prima. C'era stata la tela collettiva al Bulk nel 2002 e una cosa allo Spazio Xpò se non ricordo male. Ci sarebbe stata Arte Impropria qualche mese dopo. Ma da questa mostra e dalle altre dell'HIU passarono 15.000 persone in 3 giorni La mostra-performance-quelcheè fu organizzata da Pao e faceva parte dell'HIU del 2003. L'HIU (Happening Internazionale Underground) era un festival dedicato a tutto quello che era fumetto/grafica/arte underground, organizzato per 10 anni da Teatro, me e i soci della Whip/S13 tra il 1993 e il 2003. Nell'ultima edizione, quella del 16-17-18 maggio 2003, tra fumetti, poster, kustom art, calligrafia ribelle e altro venne organizzata anche questa cosa chiamata "Lavori in Corsa: Street art dagli '80 a oggi". Sui muri c'erano cose di Abbominevole, Bo130, Dade, Lemeri, L...

Sticker art 2000's al Leoncavallo

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  La porta dell'Hemp Bar al leoncavallo, fotografata nel 2003, raccoglieva un po' degli stickers che trovavi in giro nei primi 2000, quando sia gli streetartist originali e alcuni writers avevano cominciato a lasciare adesivi in giro. Beh, dopo quelli musicali e politici, che avevano una tradizione molto più lunga. Molti attaccati in occasione delle 3 edizioni dell'HIU festival tra 2000 e 2003, molti lasciati da quelli che passavano. Bean, Phast, Bo130, Microbo e molti altri, ce n'è anche uno mio, quello con la pistolla e la scritta "Kill All Artists". In basso, quello nero con il topo, di fianco ai due sticker gialli, è di Winston Smith, quando venne ospite all'HIU. Ci sarebbero tante storielle su molti di questi stickers, ma sono in vacanza, accontentatevi della foto! (Foto: Xavier Plàgaro)

Street art before it was kool (1 di 3)

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  Questa volta niente lettere. Anzi, buttiamo il sasso nello stagno. Gli street artist hanno rotto il cazzo. Muri conquistati a forza di bombing coperti da stronzi con i posterini fatti a casa e attaccati con la coccoina. Muralisti stritartisti che prestano la loro opera ai paladini del decoro, e per alzare quattro spicci coprono evoluzioni o involuzioni delle lettere. Poi frignano quando il loro bellissimo murales viene giustamente coperto da un softie tirato lì. Non è sempre stato così. Ci sono stati anni in cui guerrieri dell'alfabeto e gli artisti senza cornici condividevano spazi, superfici e, sopratutto attitudine. A Milano, per quello che ho visto io, si tratta degli anni dalla fine degli anni 90 al 2005. Prima con "street art bombing" individuali, poi con gli Illegal Art Show e le mostre/happening più "organizzate". Tutto questo finisce con la mostra al PAC. La street art non è più cosa di pochi, finisce in televisione e sui giornali. Banksy all...