giovedì 12 settembre 2002

Ultima recensione per le strade di San Francisco!
Sono tornato quattro giorni fa dopo 13 ore di viaggio e non ho avuto il tempo di aggiornare il blog prima della partenza, ma a questo appuntamento ci tenevo, infatti il titolo della serata era:

MILANO HARDCORE: NATI PER ESSERE VELOCI
Mission Badlands / Balazo Gallery Mission St. 2881 SF
La Plebe + The Grabbies


Ci tengo, perché è una mostra che ho organizzato io, insieme a Chuck Firehouse, Lawrence El Colacion e Txutxo Perez (gli ultimi due curatori della galleria).
La mostra, già esposta due anni fa tra le mura domestiche del Leoncavallo, è una selezione di poster di concerti hardcore a Milano tra il 1982 e il 1992, cioè il periodo in cui i concerti punk/hc si tenevano solo nei centri sociali, nonchè un centinaio di foto scattate ai concerti stessi.
Nonostante la cosa fosse stata organizzata in pochi giorni prima della mia partenza per San Francisco tutto è andato per il meglio.
Una volta giunto a destinazione ho comunque avuto il tempo di organizzare le cose: io e Chuck abbiamo preparato un poster serigrafato, nello stile dei poster Firehouse e ci siamo fatti anche qualche giro per la città ad attacchinare.
Oltre a questo la ex-cantante delle Loudmouths, che lavora per un giornale gratuito locale, il San Francisco Guardian, ci ha anche fatto avere una colonna nella pagina degli appuntamenti settimanali.
Alla fine è andato tutto bene, sono arrivate 200 persone circa, da giovani e vecchi punks ad appassionati di poster e foto, da alcuni chicanos della zona a tranquilli sessantenni che si aggiravano un pò perplessi.
Tra tutti quanti, quelli che mi ricordo sono: Arwen Curry, coordinatore/direttore di Maximum Rock'n'Roll, con cui ho chiacchierato un pò grazie sopratutto al suo ottimo italiano migliore del mio inglese;
Rob Coons, sempre columnist di MRR, che si è preso il poster degli Youth Of Today al Leoncavallo nell'88;
il chitarrista degli RKL, con cui ci siamo fatti un pò di risate sulla rissa al Leoncavallo di quindici anni fa;
Spike, di Swingin' Utters e Me First & the Gimme Gimmes, appena tornato da Los Angeles con Audra (boss dell'Incredible Strange Wrestling);
Klara, una tipa che mi parla in italiano con accento vicentino (che io gia con livelli alcolici "sostenuti" scambio per bolognese) e che scopro essere una ex Clito, primo gruppo punk di sole donne nel '77 italiano, da 20 anni trasferitasi a San Francisco (a proposito: ha saputo che qualche etichetta italiana vuole ristampare il loro materiale, e dato che lei non ha più niente le piacerebbe avere il disco se mai uscisse!) e ora in un nuovo gruppo con un miniCD all'attivo che recensirò quanto prima;
Vale, editore di tutti i libri usciti per RE-Search e ora V-Search, che avevo già conosciuto l'anno scorso, e che mi ha regalato un video di vecchi gruppi californiani della prima ora (UXA, Avengers, ecc.);
un pò di gente della Last Gasp e dell'Alternative Tentacles e un sacco di altra gente sconosciuta ma simpatica.
Oltre alla mostra era previsto il concerto degli italiani Grabbies e dei locals chicani La Plebe.
I primi, famosi e famigerati in Italia, sono stati apprezzati da tutti (almeno quelli che sono riusciti a entrare nel ristretto spazio per il concerto), con il loro punk grezzo e tirato. Io però me li sono dovuti sentire dalla stanza di fianco dato che avevo un pò di libri e poster da vendere...
Dopo di loro hanno suonato i La Plebe, gruppo formato da giovani chicanos del quartiere, autori di uno ska punk molto più punk che ska, che ricordavano molto alcuni gruppi baschi, tipo La Polla Records o primi Kortatu. A fine serata gli ho regalato il poster del concerto della Polla al Leo e loro hanno ringraziato con un pò di spillette.
Tra l'altro il cantante del gruppo ha anche una distribuzione, ed oltre a dischi targati Esan Ozenki (la migliore label basca) aveva anche molte cose della Gridalo Forte, ed era un fan di Banda Bassotti, Radici Nel Cemento e simili.
Verso le due sono andati via le ultime persone, per cui, dopo aver chiuso il posto, siamo andati a casa di uno dei La Plebe, che aveva organizzato un party per finire la serata.
La gente nella Mission non è certo piena di soldi, quindi il party era più che altro un ritrovo tra amici con tanta birra a disposizione, ma alla fine, quando ormai erano le cinque di mattina, ciucchi, amici e felici ce ne siamo tornati a casa.
La mattina dopo, con un mal di testa da dopo sbronza mi sono svegliato verso le 10 e, dopo una caraffa di caffè, sono andato con Chuck a smontare la mostra.
Alle 8 di sera avevo un aereo per l'Italia.

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