Writer prima di te: Mago Chiò 1899



La vedete quella scritta al centro della foto?
Ora lo chiameremmo blockbuster, lettere alte 4-5 metri tracciate a pennello.
E il NOME: Mago Chiò.
Il Mago Chiò (Mago Chiodo) era uno di quei matti che ci sono in tutti i paesi.
Ma questo matto aveva una passione che io e molti che leggono qusta pagina hanno: scrivere il prorio nome in giro, farlo conoscere a chiunque passi e non possa non vederlo.
Era nato nel 1867 ed era conosciuto da tutti nella zona: andava in giro a piedi nudi, con un camice bianco legato in vita, un colbacco in testa, una tromba per annunciare il suo arrivo e una gavetta piena di vernice bianca, per scrivere il suo nome.
Era analfabeta: "Mago Chiò" erano anche le uniche lettere che sapeva scrivere.
Di lui ci rimane un ritratto, fatto dal pittore macchiaiolo Telemaco Signorini in uno dei suoi viaggi all'Elba, e forse qualche foto.
Un giorno, anzi, una notte del 1899 realizzò la sua opera più conosciuta: Scrisse a grandi lettere maiuscole, sulle mura della Fortezza Medicea di Portoferraio, all'Isola d'Elba MAGO CHIO, perché le vedesse la donna di cui era innamorato mentre lasciava per sempre l'isola.
Come tutte le storie tristi, può solo peggiorare: qualche ora dopo aver completato l'opera si suicidò avvelenandosi, ingoiando dello zolfo.

Chi è stato all'Elba e ama ascoltare storie, magari l'ha già sentita.
Per gli altri, ecco la storia più o meno completa.




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