lunedì 1 luglio 2002

M.D.C. - Dillinger Four - Molotov Cocktail
Deposito Bulk - Milano - domenica 31 luglio 2002


Per la felicità di tutti i punkabbestia tornano a Milano gli MDC! Se penso che la prima volta che li ho visti dal vivo era il 1984 (più o meno 19 annifa), che la maggior parte del pubblico di allora è scomparso, che il pubblico attuale ai tempi era all'asilo, che qualche spettatore non era nemmeno nato, mi stupisco come Dave abbia mantenuto la stessa energia di allora. Pezzi come John Wayne was a nazi, Multhi-Death Corporations, Chicken Squawk e simili suonano allo stesso modo di allora.
L'unica differenza è che allora erano il primo gruppo hardcore americano che suonava in uno squat e inauguravano una scena internazionale tra le pareti del Virus come di altri c.s.a.
Certo, musicalmente non potranno piacere molto a chi ha conosciuto l'hardcore attraverso l'indie o l'emo, assolutamente antimelodici, dediti a quel caos sonoro che li accomuna ad altre storiche band (gli italici Wretched, per esempio), lontani kilometri da qualunque ipotesi di successo commerciale.
Scusate, non riesco a fare una recensione distaccata, non mi e possibile. Gli MDC sono stati il primo gruppo hardcore che ho visto dal vivo... hanno devastato a colpi di lanciafiamme il cervellino di un giovane punk diciottenne che credeva esistesse solo il punk di Pistols, Clash, Damned, Sham69 e simili e che il massimo di velocità e "grezzitudine" fossero i Crass. Sono tra i responsabili (insieme a Dead Kennedy's, Minor Threat e Negative Approach) del fatto che diciannove anni dopo io sono qui a scrivere stronzate su un concerto punk, mentre sul palco loro (ma forse è meglio dire LUI, Dave) urlano ancora.
Ah, dimenticavo, gli altri gruppi!
Dillinger 4, molto punk, simpatici, bel tiro potente e con giusta attitudine, con la cover di Ace of Spades di Motorheadiana memoria si sono conquistati (per qunato ciò gli possa fregare) la mia simpatia.
I Newyorkesi Molotov Cocktail sono il tipico gruppo da CBGB's o ABC NoRio (lo squat punk più famoso d'america): punk grezzo (non troppo originale, purtroppo) sulla scia di Nausea e simili, insomma in piena tradizione crust punk superanarchico.
Simpatica una roadie dei gruppi, con cresta dreddata e tinta di rosso che mi ha offerto un caffè "alla newyorkese" (brodaglia come quello americano ma con un retrogusto di bruciato...) e che ho scoperto essere amicissima di Chuck Firehouse (artista di poster, i cui lavori stavo vendendo quella sera!).
Mi lascia sempre un pò stranito, parlare con qualcuno che non ho mai visto prima, magari vivente dall'altra parte del mondo, scoprire di avere delle conoscenze comuni e cominciare a raccontarci episodi e situazioni in cui riconosci proprio la stessa persona...
Vabbè!
Bella serata. non posso dire il più bel concerto che abbia mai visto, ma una serata che mi fa ricordare perchè continuano a piacermi queste stronzate.

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