mercoledì 5 luglio 2017

Flood MDS (e Noce) lungolinea in Bovisa, 2000


Qui siamo all'entrata della Stazone Bovisa di Milano.
Fino a una trentina di anni fa quartire di fabbriche e case popolari poi, dopo la chiusura della maggior parte delle fabbriche, quartiere di fabbriche abbandonate ed edifici in rovina.
Da queste parti spostarono il Politecnico di Milano, con la speranza di "riqualificare" il quartiere, farlo diventare la nuova zona trendy e creativa, rivendere a 100 quello che avevano pagato 1, residenze costruite su ex fabbriche, con terreni pieni di metalli pesanti.
Gentrification.
Speculazione edilizia.
Vabbé, sempre quella roba li.
Solo che non ha funzionato.
Gli studenti non hanno affollato in 15 gli appartamentini per 2 persone, pagando il posto letto a prezzi di rapina come succede a Città Studi, i workers son hanno affollato i loft per il co-working (le stesse fabbriche dove gli operai avevano uno stipendio, diventate ora trendissimi spazi per stage e lavori non pagati), le case popolari son rimaste popolari e i professori vogliono tornare nei quartieri alti.
Scritta tutta sta mappazza passiamo al giovine Flood che, studentello di Architettura al Politecnico della Bovisa, doveva segnare il territorio.
Quella Bovisa dove ci si trovava a suo agio, come uno scarabeo stercorario che scava la tana nella sua pallina di feci.
Cosa meglio di segnare a tutti chi c'era sui muri, nella stazione FS/FNM che portava la gente in quartiere?
Questo SOVIET lo piazzò appena prima delle banchine della stazione, un bel bloccone massiccio come nell'uso della MDS.
L'anno era circa il 2000, qualche anno prima dell'occupazione dello squat Malamanera, con cui continuò insieme ad altri il bombardamento sui muri della Bovisa.

Erano passati solo pochi anni dall'argentone di Noce, nella foto in alto a destra, che qui, prima di tutti e naturalmente sempre in alto, stava sperimentando un evoluzione wild delle sue lettere (seconda metà / fine anni 90's, a occhio).

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