giovedì 8 gennaio 2004

Primo post del 2004

No, no, no.
Non sono sparito in un botto di capodanno. Non sono nemmeno steso a digerire il cenone.
E' che sto imbiancando lo studio dove lavoro; è che mi sono fatto un paio di giorni di ferie; è che sto abbozzando un paio di post lunghi; è che ci ho da fare.

Il 4 gennaio sono stato un paio di giorni a Madesimo, la cui abituale popolazione da vacanze di natale in puro stile Banfi & De Sica, composto da mignottone impellicciate coi moon boots pelosi in tinta e 50enni sboroni con il fuoristrada da passeggio, era fortunatamente a ranghi ridotti, probabilmente a causa di un pò di giorni di neve e cielo coperto, che non permettevano l'abbronzaggio dei puttanoni.
Madesimo è diventata negli anni una depandance milanese-brianzola, raccogliendo il peggio di entrambi gli esemplari.
In pratica, gente coi danee, che vorrebbe essere a Courma o a Cervinia ma, di danee non ne ha abbastanza.
Vorrei ma non posso. Chiacchiere e distintivo. Insomma, ci siamo capiti.
Siccome che volevo fermarmi a mangiare a Chiavenna, in un posto che conosco solo io e altre 15/16.000 persone, non sono passato a salutare i valligiani (tra Colico e la capitale satanica del profondo nord) che hanno il piacere di conoscermi. A volte mi piaccio anche così: rude, scostante. Niente ciao con la manina.
I locals sappiano, comunque, che ora un adesivo Lambrooklyn fatto da me campeggia su un muro chiavennasco.
Comunque, in omaggio alle tradizioni locali di guida spericolata, ho fatto gli ultimi tornanti sulla neve, senza catene, in terrificante controsterzo a pelo di muro.
Il mio carroziere faceva il tifo. Per il muro.
Ora sono tornato nella metropoli tentacolare.
Dai confini dell'himalaya lombardo o portato come ricordo una boccia d'Inferno, un paio di Rossi di Valtellina e un attentato ai miei, seppur vaghi, propositi di dieta: una bisciola.
Dolce locale da 10.000 calorie a centimetro cubo.
400 grammi di uova, farina, zucchero, uvetta, canditi, noci e miele. Qualcosa come cinque panettoni compressi nel formato di un pane di altamura. Orgasmo alimentare allo stato puro ma capace di aggiungerti un kilo di peso a morso.
Vabbè, fine del diarismo deteriore, che l'adolescenza l'ho doppiata da mò.
Ci si vede sotto i palchi.

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