martedì 17 febbraio 2004

UOMO DA BADILE IS NOT A CRIME

UOMO DA BADILE IS NOT A CRIME
ovvero:
MAURIZO MILANI IS INNOCENT


Sinceramente, ne ho le palle piene dei girotondini che si lamentano della censura a Sabina Guzzanti. Si lamentano meno di quella a Luttazzi, forse perché dice "sperma" troppo spesso, ma qualche volta se lo ricordano.
Ma c'è chi dalla televisione è scomparso totalmente.
Chi non calca più i palchi dei cabaret televisivi.
C'è chi non riappare nemmeno nelle repliche di Blob.
Nemmeno a Fuori Orario.
Un comico per cui Dario Fo e Franca Rame non hanno ancora sottoscritto un vibrante appello.
Che poi, comico... Vabbè.

Maurizio Milani l'ho visto in televisione in un vecchio programma di Paolo Rossi: "su la testa!", quando egli (il sig. Rossi) era ancora a metà strada tra l'attore che fu nel cult movie "Via Montenapoleone" e il palco del Leoncavallo.
Ma non vorrei mettere il naso nella questione, sarebbe il caso di dire.
Il momento in cui appariva Maurizio Milani era quello che attendevo di più. Anche più di Albanese, e ho detto tutto.
Quando lo spot lo illuminava, di solito vestito con un bomber nero o con un cappotto scuro che aveva visto giorni migliori, il pubblico rimaneva interdetto.
Non capiva quando doveva ridere.
Non capiva se faceva ridere.
Non capiva.
E lui faceva il suo monologo, incurante.
La gente voleva Albanese che diceva "M'hanno rubato il motorino...". Voleva Paolo Rossi che faceva le canzoni su Berlusconi con Cochi. Voleva la Litizzetto a fare "Minchia Sabbri!".
La gente, nel tendone e dietro al televisore, rideva per tutti i nuovi comici, specialmente sulle frasi tormentone.
Era il cabaret di sinistra, mica il Bagaglino.
Anche per Maurizio Milani ridevano, ma si vedeva benissimo che non capivano.
Non so se in sala c'era qualcuno che alzava il cartello "ridere", se no il pubblico non sapeva cosa fare, ma forse nemmeno il cartellista avrebbe saputo quando alzare.
Ora tutti i comici hanno fatto libri con le proprie battute, sopratutto, ultimamente, quelli di Zelig.
Alcuni di questi libri hanno venduto benissimo.
Alcuni così e così.
Alcuni non se li è inculati nessuno.
Anche Maurizio Milani ha scritto un libro, anzi due. Anzi tre. E non so se abbiano venduto. Qualcosa mi fa supporre che no.
Ma in telvisione non ci va più, per cui io non pago il canone. Che tanto non lo pagavo già da prima, per cui...
Però adesso torna in televisione e fa l'opinionista alle previsioni del tempo, e non so se in tutto questo c'è una morale. Credo di no. boh.

Per i più giovani lettori di questo blog, che all'epoca del tendone di "Su la testa" erano troppo giovani per ricordarselo, lascio questo testo, opera di un genio incompreso:

"Disposizioni per il mio funerale agli addetti del trasporto salma"
Gent.mi signori dell'impresa funebre, vi chiedo una cortesia; quando maneggiate la cassa con me dentro fatevela scappare di mano come se stesse per ribaltarsi, così i miei cari si spaventano.
Poi dite pure che è stata la mia ultima volontà.
Tutti così mi compatiranno dandomi del pirla anche da morto.

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