mercoledì 9 aprile 2003

Nelle messageboard che frequento si discute spesso tra vegetariani, vegani e non vegetariani, ma spesso, pure tra chi sceglie una dieta senza carne o pesce, non si fa molta attenzione a quello di cui ci si ciba.
Mi sembra indispensabile far conoscere alcune informazioni su diversi tipi di alimenti e condimenti, e invitare chi legge questa blogzine a cercare di sapere cosa si trova nel piatto.

Domenica, mentre ero in giro per Milano, mi sono fermato a mangiare una focaccia in uno di quei locali che vendono tranci di pizza, focaccia, arancini di riso, ecc. Ho preso un trancio di focaccia e, solo mentre stavo uscendo, mi sono accorto della latta di olio di sansa in bella vista di fianco al forno.
Inutile dire che la focaccia era indigeribile, e che mi ha ballato sullo stomaco per ore.
Perchè questo? che differenza c'è tra i difersi materiali che si possono usare (legalmente) per mangiare?
Cominciamo proprio dall'olio. Ne esistono di diversi tipi, vediamo come sono fatti.


Olio extra vergine di oliva - è ottenuto da olive, con spremitura meccanica (non chimica o altro), normale lavaggio, sedimentazione e filtrazione. Non contiene più dell'1% di acido oleico.
Si tratta di un olio generalmente buono. I migliori portano l'indicazione della provenienza e se sono prodotti con olive proprie dal produttore o dalla medesima località. Di eccellente qualità quello prodotto da coltivazioni biologiche e ottenuto con spremitura a freddo (meno di 40°C).

Olio vergine di oliva - ottenuto dalla spremitura meccanica delle olive (non chimica) come l'extra vergine, è solo un pò più acido (4%). Pure se di minore qualità e comunque entro livelli di decenza.

Olio d'oliva - miscela di oli vergini e olio d'oliva rettificato (vedi sotto). Viene spesso pubblicizzato falsamente come "più leggero" dell'extravergine.

Olio d'oliva rettificato - viene ottenuto dagli scarti immangiabili della spremitura delle olive, reso commestibile con il processo agli alcali.

Olio di sansa e d'oliva - è olio di sansa rettificato misto a olio vergine d'oliva. E' quello che di solito usano nelle focaccie e pizze confezionate (controllate gli ingredienti!).

Olio di sansa - prodotto di ulteriore macinazione e spremitura di ciò che resta delle olive infrante. Il suo ulteriore residuo viene usato come mangime per i bovini.

Olio di sansa rettificato - è un prodotto disgustoso ricavato dall'"olio" estratto con solventi dalla sansa di oliva e da "olio lavato" (cioè il lavaggio con acqua dei residui delle olive già spremute). Come l'olio d'oliva rettificato anche questo per diventare commestibile (attenzione! "commestibile", non buono!) deve sottostare al processo agli alcali. Tanto per chiarire, è quello che viene usato in molti ristoranti e praticamente tutti i fast food e le mense.

Olio di colza - usato per fabbricare le candele va bene. In cucina aumenta il colesterolo, provoca disfunzioni della crescita e problemi di fertilità...

I nomi dei vari olii sopra descritti sono definizioni legali, fatte per confondere chi deve acquistare e rendere vendibili schifezze immonde. Sarebbe meglio semplificare il tutto con definizioni più realistiche, per cui si dovrebbe usare "olio d'oliva" al posto di "olio extra vergine d'oliva spremuto a freddo", e sostituire a quello che viene chiamato adesso "olio d'oliva" la definizione "olio di olive già spremute ottenuto con solventi chimici poi eliminati con altri solventi chimici e insaporito con aromi artificiali".

Questo vorrebbe essere il primo di una serie di post "alimentari", molte delle informazioni usate provengono dal libro "quattro sberle in padella" uscito per Stampa Alternativa.
Alcuni siti interessanti da visitare: www.purefood.org e www.trufax.org/menu/food.html

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