venerdì 23 maggio 2003

HIU9 - Happening Internazionale Underground
no sleep till monday


Dire che la settimana passata sia stata faticosa è dire poco, quasi niente.
I giorni precedenti all'HIU sono stati distruttivi: da lunedì a giovedi, finito di lavorare andavamo (io, Teatro e tutti gli altri) al Leoncavallo a montare strutture e mostre fino alle 3-4 del mattino. I giorni dell'HIU, poi, sono stati i più faticosi, con permanenza tra le lercie mura di via Watteau fino alle 5 del mattino.
La soddisfazione maggiore, però, è stata portare 5000 persone in tre giorni a vedere lavori di artisti, grafici, street artists, poster artists, ecc.
Quello che quasi tutti sembrano convinti sia un dato di fatto in un centro sociale, cioè che senza un concerto con qualunque gruppo la gente non si faccia vedere, è stato bellamente smentito: la gente non ha solo bisogno di cibo per le orecchie, ma anche per gli occhi.
So che alcuni si sono lamentati dell'assenza di concerti e che si sono sparse voci infondate (che nessuno, peraltro, ci ha detto in faccia) sul perchè questo spazio mancasse, ma dal nostro punto di vista (nostro inteso come organizzatori), la coscienza è più che a posto: avendo organizzato e collaborato a organizzare decine (tante) di concerti in più di 15 anni nessuno ci può accusare di alcunchè senza scadere nel ridicolo.
Il motivo per cui non ci sono stati concerti lo spiego io, una volta per tutte: soldi.
Le bands costano; quelle che attirano pubblico costano anche di più; affittare l'impianto, chi lo monta, chi lo fa funzionare, costa; L'hotel dove farli dormire costa; gli imprevisti (danni all'impianto, cavi rubati, parti di strumentazione da affitare) costano. In pratica la parte musicale degli ultimi due HIU (7 e 8) ha sempre rappresentato, all'incirca, il 50% dei costi totali. Siccome non ci piace chiedere ai gruppi di suonare gratis (e che un gruppo venga pagato per suonare è assolutamente giusto, dovrebbe essere ovvio), sopratutto se ci sono migliaia di persone che arrivano nel centro e vedono ANCHE i suddetti gruppi, la soluzione era solo una.
Quello che ci interessa con l'HIU è creare uno spazio aperto su arte, grafica, fumetto e simili. Volevamo semplicemente concentrare i nostri sforzi per dare spazio a chi si muove in questi campi e, oltretutto, la figura di promoters musicali non rientra tra quelle che desideriamo interpretare.
Finisco lo sfogo qui, avendone parlato fin troppo per quel poco che mi freghi dei commenti di chi parla alle spalle.

Tanto per dimostrare che mi piace pisciare anche nel mio giardino, dico subito che non tutto quello che abbiamo proposto durante l'HIU mi sia piaciuto.
La mostra di copertine di dischi è stata apprezzata da più persone, ma alla fine era una parata di covers in ordine più o meno cronologico senza un gran che di spiegazioni, che ci stessero li a fare e che collegamento ci fosse tra di loro. Il fatto poi che quella mostra l'abbia messa in piedi io, ammetto, mi fa leggermente vergognare. Il problema è che di scrivere queste spiegazioni non ne ho avuto il tempo. Vabbè. La prossima volta.
La cosa bella, sempre per far polemica, è che gli artisti (o i rappresentanti degli stessi) che se la tirano da primadonna quest'anno non si sono visti. Un pò perchè chi si è comportato così in passato è stato prontamente sfanculato, un pò perchè ci piace lavorare CON gli artisti, non PER gli artisti.
Mi spiego: apprezziamo gli artisti che decidono di partecipare all'organizzazione, che si sbattono, che quando c'è da montare la loro mostra sono presenti, se hanno delle idee le propongono e, magari, danno anche una mano a montare il tutto.
Quelli che arrivano la sera prima dell'apertura con un blocco di fogli sciolti (anche se splendidi) e poi si lamentano che la loro arte non è stata sufficentemente valorizzata (succede, succede...) se ne possono andare a cacare il cazzo a chi gli lecchi il culo per mordergli il portafoglio. Crediamo nell'autogestione anche nel campo delle produzioni visive, non siamo galleristi, non prendiamo percentuali su ogni quadro venduto e quindi non siamo al servizio di nessuno.

Non vorrei però sembrasse che ho passato giorni a farmi il sangue amaro per una manica di snob e arty farty, le soddisfazioni sono state abbondanti.
Finalmente la parte "mercantile" dell'HIU si è fatta più variata, oramai si va dai banchetti di fumetto classico (C.F. A.Pazienza, Borsa del Fumetto, Coniglio Edizioni, ecc.), al fumetto underground vecchio e nuovo (Last Gasp, WW3I), alle sperimentazioni e alle cose più off (Inguine.net, Torazine, Topolin Ed.), ai poster artists (Firehouse, Malleus, Winston Smith, Giampo), alle fanzines (Giulia PMD), a libri e librerie (ancora Last Gasp, DeriveApprodi, Utopia), ai vecchi punks scoreggioni (io e Spazio), a tutto il resto. Insomma, qualcosa per tutti i gusti c'era, nessuno è andato a casa a mani vuote.
Tra quelli non andati a casa a mani vuote, però, rientra anche il figlio di puttana che si è rubato uno dei quadri di Pao. Peggio per lui, dato che la maledizione del pinguino idrofobo lo colpirà ovunque.
Io non mi posso lamentare, ho pure venduto 5 quadri a stencil, i cui referenti iconografici sono inequivocabilmente di infimo livello culturale: Tiki gods, Ford Mustang '68, celtic dragons e per dare una spruzzata di impegno, Sacco e Vanzetti, che politicamente fa chic e non impegna (beh, insomma!).
Tra le mostre che ho apprezzato di più ci sono sicuramente di quadri di Allegra Corbo, artista milanese-bolognese con un passato nella Mutoid Waste Company e con diversi gruppi teatrali, che se non fosse nata nell'italietta mediocre e tradizionalista di oggi meriterebbe di essere sulle pagine di Juxtapoz e sulle pareti di gallerie come La Luz De Jesus di LA. Stupendo infine lo spazio degli street artists in Dauntaun, le cui nere pareti sono state totalmente riempite di stickers, posters, stencil, spray e tutto il resto, rendendolo uno spazio visivamente migliore anche per i concerti di Riot Jukebox e Shit!nights.

Per quanto riguarda le persone viste, riviste e conosciute, oltre alla già citata Giulia PMD che ha portato la consueta dose di fierezza fanzinistica e ai Firehouse che hanno venduto caterve di poster, mi hanno regalato il disegno originale dell'ultimo ISW e mi hanno abbandonato biancheria sporca per casa, da citare sono i Malleus (che non mi hanno fatto pesare troppo il mancato concerto del loro gruppo), Giampo (con gentile consorte inna parrucca style), Spazio (che ha tenuto il mio banchetto per il 90% del tempo), quelli di Torazine (troppo techno ravers per i miei gusti a volte, ma capaci di far sembrare Jim Goad un'educanda), Ron Turner (boss della Last Gasp e finanziatore, distributore e/o promotore del 80% dell'underground americano) e molti altri che al momento dimentico.
Tra le produzioni uscite più o meno durante l'HIU, una delle migliori è senza dubbio iPunk: rivista strutturata come una compilation di fumetti realizzati sui testi di vecchi e vecchissimi gruppi punk italiani. Un idea talmente ottima, semplice e ovvia che stupisce il fatto che non sia venuta in mente a nessuno prima. meno male che adesso c'è.

Boh, ci sarebbero mille altre cose da dire, ma mi fermo qui.
Per finire voglio ringraziare tutti quelli che, pur non esponendo niente e pur non facendo parte del collettivo che organizza l'HIU ci hanno dato una mano quando ne avevamo bisogno, sia che fossero del Leo (Marghe, Carmen, Hussein e altri), o no (Monica, Gabriella e altri - con "altri" intendo che ricordo le facce ma non i nomi!).

Spero che chi è stato a questo HIU si sia divertito, potrebbe essere l'ultimo!

Nessun commento:

Posta un commento