giovedì 5 giugno 2003

LOST IN THE AUTOGRILL MARKET
(colonna sonora, va da sè: Clash - Lost in the supermarket)

Vabbè, è appena finita la Festa della Repubblica. Voi direte, echeccazzo, Vandalo! Stai facendo un blog punk, vaffanculo te e la festa della repubblica!
Allora, primo: vaffanculo tu. Secondo: fammi finire di scrivere prima di abbaiare cazzate.
Stronzo.
Ma tu guarda.
E cazzo.
Io qui che scrivo le mie cazzate, tu leggi e subito a rompere i coglioni.
E gne gne gne gne, io sò anarchico, gne gne gne io sò comunista, gne gne gne fotti lo stato, fotti il sistema. Ma bafangulo, và!
E poi non me ne fotte un cazzo della repubblica, io volevo parlare di autogrill.

E' che lunedì (festa della... mavaffanculo!), come già scritto martedì, ho mollato Milano nel giorno del diluvio per andare sul Lago Maggiore.
Come chiunque non sia una sega in geografia, per andare verso il Lago Maggiore, si prende la cosidetta Autostrada Dei Laghi.
Per migliorare la vostra cultura generale, sicuramente scarsa, vi rendo noto che quest'autostrada è stata la prima autostrada del mondo, costruita quando gli americani ci avevano solo le statali.
Su questa vetusta autovia, si trova uno dei pochi esempi in Italia di architettura "del futuro" come si concepiva negli anni 50.
E l'autogrill di Lainate. L'autogrill vero e proprio è coperto da due giganteschi archi di metallo, al cui incrocio, sulla cima ci stà il marchietto della catena Autogrill. Una volta ci stava il marchio della Pavesi, ex proprietaria di quasi tutti gli autogrill.
Ma entrando dentro a questo autogrill si trovano le stesse cose di tutti gli autogrill, da quello del Brennero a quello della Salerno-Reggio Calabria.

Caratteristica comune degli autogrill più grossi è il reparto gastronomia.
E' quello dove stazionano prosciutti, salumi e formaggi.
Li definiscono "tipici" ma, sinceramente, tipici di dove? Di almeno metà della roba esposta non saprei dire la provenienza, di molte cose non sospettavo proprio l'esistenza.
Il formaggio misterioso più famoso è, certamente la palla ricoperta di pepe. E' un Provolone? Una palla da spiaggia avanzata dai saldi estivi? Un alieno capitato sulla terra e dislocato nel reparto alimentari per studiare le reazioni degli umani?
Il reparto gastronomia è caratterizzato da un odore che definire intenso è poco. Camminando tra gli scaffali si viene colpiti violentemente da odori salumeschi e formaggeschi capaci di far aumentare la salivazione a 10 metri di distanza. La cosa migliore, se si è a stomaco vuoto, è mangiare qualcosa prima di attraversare il reparto.
Naturalmente, vendere provole, scamorze e prosciutti calabro-birmani non è il fine di questo reparto. Sfido chiunque a spendere 40 euro per un formaggio che dopo il primo assaggio reserà, per quanto buono, a far la muffa in frigo. Sfido chiunque a ricordare se ha mai visto acquistare uno di questi prodotti.
Secondo me il loro fine, posti in quel luogo, è esclusivamente far aumentare la salivazione e invogliare all'acquisto di economici, ma più lucrosi per loro, Cipster, Pringles e tutto il resto, nel reparto appena successivo.

Il reparto giocattoli per il pargolo in viaggio propone tre tipologie principali: i peluche, generalmente anonimi e tristissimi, probabilmente realizzati da bimbi cinesi in qualche sottoscala delle chinatown italiche; i giocattoli di moda, dai vari disney alle linee più moderne (Bratz, Action Men, Jackie Chan); i modellini di automezzi, divisi nelle sottocategorie camion, Ferrari, auto di papà (Punto, Smart, ecc.), e i cataloghi Majorette e Hot Weels.

Nei periodi delle feste fanno la loro comparsa, però, gli articoli più terrificanti.
A natale il pupazzo di babbo natale che parte da solo quando intercetti la sua lucina a infrarossi. La musichetta diffusa da questi babbi natale è talmente fastidiosa che ti verrebbe voglia di acquistare il pupazzetto solo per portarlo al parcheggio tir sul retro per farlo spetasciare da un 18 ruote. L'umana comprensione va ai commessi, costretti ad ascoltare l'orrida musichetta migliaia di volte al giorno, e il fatto che non prendano a sventagliate di mitra il primo che passa davanti alla lucina fa intuire la loro vocazione al martirio. Probabilmente, fossero stati palestinesi, sarebbero tutti kamikaze. Naturalmente, ogni bimbo che entra fa suonare ripetutamente la plasticosa merdina, ricordo lo scorso dicembre, in cui solo nel tempo di bere un caffè la nenia è partita una decina di volte...
A pasqua, invece, le normali uova non esistono. E' il regno di Ferrero rocher e Mon Cheri, confezionati in scatole a forma di colomba, campana, piramide egizia, scrigno dei pirati. Esaurite le confezioni delle major cioccolataie vengono proposti avanzi di magazzino dell'arte dolciaria appaiate a oggettistica da pesca di beneficienza della parrocchia: ovetti di cioccolato posti dentro betoniere di legno guidate da animali antropomorfi, tazze di plastica a forma di clown e colorate a mano (a Taiwan, si presume), orsetti e maialini di peluche che nascondono al loro interno stitici ovetti e apribili mediante lampo posta sul culo.

Dei panini non parlo: tutti abbiamo assaggiato i panini dell'autogrill, tutti sappiamo che sapore hanno (o meglio "non hanno"), tutti sappiamo che il "vegetariano" ha coltivazioni batteriche con staffilococchi grossi come animali domestici (non usano i panini, ma bacilli di escherichia coli tagliati in due e imbottiti).

Il reparto giornali è simile a quello di una qualunque edicola, salvo il fatto che qui, le riviste porno sono protette alla vista da un pannello verde. Insomma: la velina di turno ti mette la figa in faccia dalle copertine di Panorama ed espresso, mentre castissime Dixie Dynamite o Betty Boobs ti sorridono, vestite e maliziose, dalla cover di Tetton Club, ma ghettizzate da un muro di berlino di plastica verde.

L'area gadget vicino alla cassa è quella più pregna di sorprese: pochi mesi dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 ci ho trovato un portachiavi a forma di Bin Laden che, schiacciato, emetteva una malvagia risata e occhi gommosi gli uscivano dalla testa.
In un autogrill per la Liguria ho trovato un distributore di cristalli per cristalloterapia.
Come dovrrebbe sapere chiunque abbia una minima infarinatura sull'argomento, una persona interessata ai cristalli dovrebbe maneggiarli, "sentirli", scegliere quello che "sente" meglio. Li, invece, infili il tuo euro nell'apposita feritoia e ti viene giù, a caso, un quarzo citrino pittosto che una pietra di luna o una labradorite, con tanto di foglietto delle malattie che curano, dal tumore al cervello alla timidezza passando per il normale raffreddore, segno zodiacale legato e slogan "collezionali tutti!".
Che non si sa mai, viene da aggiungere.

La cosa più importante è cercare di uscire indenni, senza acquistare inutili stronzate.
Ho visto con i miei occhi una famigliola, in direzione mare, che acquistava un materassino gonfiabile a forma di isola, con piccole dune e palma gonfiabile innestata. Già mi immagino il padre con un enfisema polmonare a metà gonfiaggio e la rumorosa prole a cavalcioni di un tristissimo isolotto mezzo affondato, con la palma floscia che gli pende sulla testa. E il buco sul fondo dopo mezzora di penosissimo uso.

Sappiamo tutti che dentro un autogrill, a parte il caffè, non c'è niente che ci possa veramente servire, che tutte le inutili cazzate che troviamo hanno prezzi spropositati, che qualunque cosa acquistiamo si perderà tra il tappetino e il fondo della macchina. Ma ci andiamo lo stesso. Come piccoli insetti che si gettano sulla carta moschicida pur vedendo zanzare e moscerini rantolare invischiati a pochi passi da loro.

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