giovedì 26 aprile 2018

Dayaki e ZeroT2, catalogo WP 1990


E insomma, era il 1990 e avevo iniziato a prenderci la mano con sta cosa degli spruzzarelli sui muri.
Graffio MCA mi aveva insegnato i primi rudimenti tecnici su come usare le bonze degnamente: come tracciare, fare outlines puliti, effetti, effettini ed effettacci.
Meno sulla scrittura vera e propria, lui amava i letteroni europei molto puliti e un po' tedeschi, faceva un pezzo all'anno, ma quel pezzo sollevava sempre l'asticella di un tot, o comunque era meglio del pezzo precedente.
Io invece avevo ancora la passione per le firmette e le cagatelle per strada, oltre alle pezze nei centri sociali che erano ottima palestra.
Comunque, per un periodo di un paio d'anni abbiamo fatto qualche lavoro su commissione insieme, una piscina a Settimo Milanese, uno skatepark vicino a Verona, qualche pannello in discoteche tamarre, cose così.
Ogni tanto capitava di andare in qualche locale, parlare con boss vari per cercare qualche lavoro, e questi, incredibile a dirsi, volevano vedere lavori già fatti.
Siccome i puppet che facevo in quel periodo, se non erano dotati di mitra o moltov, avevano almeno una chiave inglese in tasca, erano soggetti che discotecari del 1990 non vedevano bene. E graffio aveva qualche bella cosa in saccoccia ma, diciamolo pure: ci mancava il volume, la massa di roba da far vedere.
Di buono c'era che internet non esisteva e la gente non sapeva un cazzo di pezzi, così, se non eri un writer, non potevi scoprire il nostro "Batman gambit".
Nel 1990, infatti, uscì il famosissimo catalogo 1990 della WP, con scenografie a spray fatte da Dayaki e ZeroT2. All'epoca famosissimo tra i writers ma, prima di questo post, di "esperti di writing" al corrente della sua esistenza, ce n'erano veramente pochi.
Il catalogo era da lacrime agli occhi.
Pagine e pagine di pezzate, puppets e tutto il resto, lievemente disturbate da modelli con urendi vestiti di moda tra 89 e 90.
All'epoca la maggior parte dei writers faceva puppets, diciamolo, bruttarelli.
Le "lettere europee" erano conosciute solo da quelli che erano stati a Monaco, Parigi, Amsterdam, Londra.
In questo catalogo usci un sunto, oltre che dello stile e della classe del dinamico combo CMC, magari costretto e semplificato da dimensioni e tempi di realizzazione, dei "materiali didattici" su cui avevano studiato.
E, beh, in molti abbiamo rubato cose da quell'archivio lì.
Si, ma tutta la mappazza sui lavori con Graffio? Che cazzo c'entra? (direte voi)
C'entra! (rispondo io)
Perché, è ora di ametterlo, per qualche incontro di lavoro quel catalogo lo abbiamo spacciato per nostro, semplicemente staccando la pagina finale, con le foto di ZeroT e del Dee!
Grazie regaz! quell'Interrail in giro per l'Europa che feci nel 1991, stazionando in alberghi pulciosi, lo pagai con l'incasso di un lavoro per uno cui piaceva il vostro catalogo!
La brama di nuovi lavori, però, mi costò cara.
Un possibile cliente mi chiese di poter tenere quel catalogo, gli dicemmo di si.
Tornato al negozio WP dietro Piazza San Babila per farne di nuovo incetta... mi dissero che il catalogo era esaurito.
E oltre tutto, quello che si tenne il catalogo, declinò pure per il lavoro.
Stammerda.
Siccome non voglio spoilerare le foto, che potete vedere tutte sul sito dei BBS, a corredo di questo post vi metto foto del Dee e di ZeroT in posa. Si, quella che strappavo per truffare i localari.
Che ci mostrano d'aver fatto le pezze con Talken, Dupli, Ultracolor e Marabu.
Anche se il giovane ZeroT2 sfoggia sulla scala una Krylon!

Ora, grazie a Texas e ai Bologna Bombers lo potete vedere (depurato dell'abbigliamento fuori moda) anche voi!

AGGIORNAMENTO! Dayaki ci racconta che: "
Non vedo queste immagini da decenni, la mia copia del catalogo è negli Archivi della Fondazione (in cantina di mia madre). Quindi grande emozione e bella per il curatore di BBS . Un paio di precisazioni a margine, chè son passati millenni e il curatore mi va un po' a spanne: tutti i pezzi vennero realizzati nell'arco di due mesi in due ambienti giganteschi dei Frigoriferi Milanesi, a Milano. Quindi non una fabbrica abbandonata e soprattutto non a Bologna. Frigoriferi Milanesi non a caso: il fotografo rispondeva al nome di Giovanni Cabassi. (la vita è un gigantesco ipertesto). Giocatore di Hockey, Vans + scarpa e pezzo outline bianco underwater furono dipinti la prima settimana nel primo ambiente, che era il suo studio. L'aria irrespirabile e la polvere di Dupli che si posava sulle attrezzature, fecero si che venissimo trasferiti nell'ambiente vuoto di fianco. Gli spazi lì utilizzabili, suddivisi da colonnine portanti, erano circa dieci, non una parete sola. I pezzi da realizzare erano molti di più, quindi tenevamo in vita il più possibile i pezzi cui eravamo affezionati, ma arrivava sempre il momento di dare di bianco e ricominciare. Un po' come in hall of fame. Le vernici utilizzate: in gran parte Dupli del deposito di Molinella (BO), un po' di Krylon prese per un altro lavoro WP a Parigi, sicuramente delle Talken ( acquistate a Milano nei colorifici trovati in zona), e infine alcune Marabu. Acquistammo anche un certo quantitativo di chromes della Dupli, (costosissimi, no?), solo perchè avevamo scoperto quanto fosse pulito il segno dei loro caps (bianchi?) rispetto ai Dupli regolari. Ovviamente si otturavano velocemente, e alla nostra ennesima richiesta di rifornimento, fu opposto il "niet!" del politburo. Per due mesi abbiamo fatto vita molto ritirata: sveglia presto, alle 10 eravamo con le bombole in mano e si chiudeva la sera, in genere molto stanchi, dopo aver respirato l'impossibile. Pochissimi i contatti con la città. Un paio di volte, non di più, ci vennero a trovare Rendo o Graffio, mi pare. Con quei chromes ho fatto un paio di argentoni in zona Frigoriferi, ma nulla di che. Personalmente, dipingere ogni cazzo di giorno per due mesi su commissione, a quel ritmo, mi fece salire l'odio per gli spray e per mesi non ne volli più sentir parlare. A pensarci bene, può esser stato anche quello il motivo che mi spinse a spostare l'attenzione su quella faccenda del rap".

AGGIORNAMENTO 2! Zero-T2 ci racconta che: "
Quei Giorni che furono, leggerezza giovanile.. e Milano ostile nei mesi d'inverno, un inferno.
Con Deemo, una grande compagnia e fratellanza ed una lieve aria di sfida di quella buona che ci teneva in vita la routine, cosa a cui nessuno di noi due era abituato. In cambio di quel periodo al profumo appiccicoso di aerosol ci fu proposto un po di cash ed un viaggio a NYC, nel 1990 ancora meta da raggiungere per la CMC. Ma come si fa? Rifiutai e.. grab mo' money and run motherfuck... Errore! Sbarcai a New York dopo 4 anni... quel giorno d'estate si celebrava l'Harlem week, sentii suonare sotto il sole per la prima volta Cool DJ Red Alert. Parole di mamma... i soldi non sono tutto nella vita."

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