Rae + BeanOne REBEL INK, Brescia 2003


Quelli che leggono i miei post lo sanno: mi piace partire raccontando i cazzi miei.
In questo caso, i cazzi miei sarebbero che, come sa chi mi conosce, tra la fine degli anni 90 e gli iniszzi degli 00 ho mollato le robe di writing e mi sono disinteressato di quello che c'era.
Oddio, l'occhio alle firme e ai bombings lo davo ancora, se capitavo in zona di qualche hall un occhio ce lo buttavo.
Ma non avevo più la fotta per questa roba. Mi sembrava di vedere sempre la stessa roba.
Non era così. Ero io che non guardavo bene. Ma questo è un altro discorso.
In quegli anni ero ritornato a vecchi amori di gioventù, la poster art, la kustom kulture, tutta quella roba lì che ancora non si cagava nessuno.
Ci fu una cosa sola che attirò il mio interesse, che veniva dal writing: Rebel Ink.
Non sto a fare tutta la storia, in parte perché non la so, in parte perché dovrei fare copia e incolla da una vecchia intervista a Bean, cambiare qualche frase, tagliare e ricucire perché i lettori più attenti non si accorgano che è copiata e via così, come fanno i giornalisti veri.
Ma non sono un giornalista e, comunque, troppa sbatta.
Ve la andate a leggere all'apposito link e facciamo come se.
Rebel Ink erano BeanOne VDS, MastroK THP, Rae CKC (e altre crews collegate, incrociate, VMD70s e tutte le cose). Se riuscite a pensare a un mix più esplosivo nel writing della scena milanese, ditemelo.
Le performances che facevano erano qualcosa di spettacolare, durarono una manciata d'anni a partire dal 2003, per poi continuare ogniuno per la sua strada.
Io me ne ricordo una al Leoncavallo che mi strappò all'usuale serata di ubriachezza molesta (e all'epoca non capitava spesso... di esservi strappato!), per stare a guardare quello che facevano, totalmente diverso sia dalla pezzata usuale sia dalla streetart che cominciava a farsi notare sui muri in quegli anni.
Ma writing. Senza dubbio writing, evoluto verso boh, ma writing.
Nella foto, una murata (di una jam?) a Brescia nel 2003, agli inizi di Rebel Ink, con Rae e Bean che legano i rispettivi pezzi in un writing ancora "tradizionale", elementi stilistici e grafici che provengono dalle precedenti esperienze, bonze e colorz in quantità prima di risurre all'osso la paletta di colori, che nel giro di qualche tempo diverrà nero-rosso-bianco.

(foto: Secse)

Intanto Luca Barcellona (BeanOne) ha postato su instagram alcune bozze, tra cui quella di questo pezzo.