mercoledì 24 settembre 2003

Diario sudamericano, nuova puntata. Si parla di Bolivia, e della guerra civile che sta per esplodere MENTRE STATE LEGGENDO.
Come già detto nel post di ieri, sui media, qui nell'italietta che si guarda l'ombelico, si legge solo quello che dice Berlusconi ubriaco, che il fumo fa male e che gli ultras sono tutti criminali...


Non ci sono più parole, purtroppo
Monday, 22 Sep 2003 22:15:12


Oggi sono arrivata in ufficio. Dopo il fine settimana di Lima, tranquillo. Anche divertente, a tratti, in cui mi sono rimessa in piedi, ed ho ripreso un pò di peso.
Sembrava cominciare tutto bene, in un certo senso, perché anche se oggi c'è stato un nuovo immmenso sciopero, sono riuscita ad attraversarlo,ad arrivare qui ed a leggere la mail delle amiche di Oruro. Una mail datata sabato, che mi ha riempito di orgoglio e speranza.
Quello che ero andata a spiegare aveva prodotto i risultati sperati e stavano cominciando un'azione civile per rivendicare determinate questioni nei confronti del Governo, con un buon esito in quanto con una certa base legale.
ero allegra. Fiera, speranzosa.
Volevo quasi scrivervi una mail con tutte le cose "divertenti" che si fanno qui. Quelle che succedono a me... insomma, quelle che a volte mi rendono una barzelletta vivente. Forse lo farò.
Ma non oggi.
Perché è passato un pò di tempo ed ho riaperto la posta. e quello che mi dicono dalla Bolivia mi lascia completamente sconvolta.
Vi dicevo che stavano per esplodere... di fatto sono esplosi. La Paz, quella stessa La Paz dove io stavo fino a una settimana fa, è letteralmente assediata. Non arriva cibo. Gli scontri attorno alla città, fra esercito e manifestanti sono violentissimi e ci sono stati già 9 morti.
La mia amica Luz mi ha scritto che non può uscire di casa perché è pericoloso.
Il presidente della Bolivia ha dichiarato che non intende parlare con chi blocca le strade: prima, CON QUALUNQUE MEZZO, sbloccherà le strade, POI, con chi rimane, forse parlerà.
Stanno per dichiarare lo stato d'emergenza. Ovvero restrizione di diritti e libertà costituzionalmente garantiti. Ovvero: pieno potere all'esercito.
Ovvero... quello che in America Latina vuole dire morti. Tanti. Senza alcuna forma di giustizia poi.
La Bolivia sta esplodendo. Non so se li da voi se ne parli, ma sta per essere una carneficina e credo che per loro sia importante che il mondo per lo meno se ne ricordi, non li lasci soli.
Io sono in contatto con loro, sto mettendoli in contatto con persone qui che li possano aiutare. Con gli amici della Croce Rossa ho cercato di spiegare la situazione, perché... NON ESISTE una divisione apposita di Croce Rossa - Bolivia (risponde al Peru... e qui non sapevano cosa sta succedendo là).
Continuo a sentirmi piccola ed inutile. Anzi... adesso mi suonano strane le parole della mail di Edda (Oruro) di questa mattina, che aveva scritto solo sabato...
"(tradotto liberamente)... con il tuo arrivo hai causato un cambiamento circa la situazione degli scomparsi, cosa che tutti volevamo ma che non avevamo il coraggio di fare o i mezzi per fare. A livello personale mi hai insegnato a fare qualcosa per quello che rappresenta il passato non risolto. In più sta prendendo corpo l'idea di affrontare apertamente il Governo per richiedere che compia con le sentenze che la Corte Interamericana ha emesso in merito alla Bolivia. Abbiamo dei diritti, tu ce lo hai insegnato. E noi ora esigeremo che si rispettino".

Non so come vi sentireste voi... Io ho i brividi. E basta. Non ho più parole.
Sono a pochi chilometri da quel Paese, meno di tutti voi. Lo sento così vicino al mio cuore e così dannatamente lontano dalle mie possibilità...

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