martedì 16 settembre 2003

Prima o poi doveva succedere:un mio post sul mio blog!

Io sono uno skianto
se decido che vengo
non è detto che canto


Sabato sera e, tanto per cambiare, non c'è un cazzo a Milano.
Decido di lanciarmi con la Mo nei gorghi della provincia, appena oltre l'hinterland milanese. A Gorgonzola, ridente paesotto noto per il muffoso latticino, suonano gli Skiantos.
Diciamolo pure, essendo stati tra i primi in Italia a fare "rock demenziale", ovvero il primo vero punk rock italico, da 26 anni a questa parte qualunque persona apprezzante siffatta musica non può negare di aver sentito ed apprezzato gli Skiantos.
Oggettivamente, ora, gli Skiantos sono un gruppo di quasi 50enni completi di capelli grigi, rugazze, e pancette prominenti.
Va detto, però, che senza di loro non sarebbero esistiti Elio e le Storie Tese, ma nemmeno Paolino Paperino Band, Punkreas, Pornoriviste e una caterva di altre bands più o meno famose dedite alla musica veloce e ai testi deficienti.
Che questo sia un merito o una colpa, dipende.

Io ti amo, per favore scrivi
non sorridermi ma lavati
l'altra sera sul bidè
io pensavo a tè


Il concerto era in un piazzalone vicino alla statale, sotto dei tendoni da festival della birra. Di festival, infatti, si trattava. E un nome come InGORGO Festival era assolutamente adatto a un venerdì con Elio e un sabato con Freak Antoni. Oltretutto "ingorgo" era descrizione oltremodo consona a descrivere la situazione intestinale, dopo la cena a base di panino con salsiccia cotta alla cazzo di cane, birra Forst sgasata e vento gelido in arrivo dalla bergamasca.
Intanto il gruppo decide di salire sul palco per fare il sound check. 200-300 persone si assiepano sotto il tendone, me compreso.
Non è che il sound check degli Skiantos sia un evento imperdibile, è solo che in quel momento inizia a piovere.
Un classico dei concerti degli Skiantos, uno di quelli che portano parte dell'attrezzatura riproduttiva maschile a cadere e rotolare sul selciato, è la presenza di pubblico che si sente depositaria del "verbo" degli Skiantos. Gente che con sorrisone e attitudine orgogliona si mette a declamare, parola per parola, l'intro di MonoTono. Ora, quelle frasi sono conosciute da tutti. Qualunque mentecatto che abbia ascoltato un disco degli Skiantos le sa a memoria.
Non sei fico se le ripeti con la faccia di quello che la sa lunga. Magari se sai a memoria tutte le canzoni... ma poi, già con Karabignere Blues molti sono in difficoltà.

Sono rozzo
sono grezzo
Sono rozzo
sono grezzo
e volgare


Gli Skiantos hanno imparato a suonare. Pure troppo, purtroppo. Come già altri prima di loro, una volta che si conoscono i famosi "tre accordi" si vorrebbe andare avanti, magari impararne qualcuno di nuovo.
Il problema è quando hai fatto canzoni che erano perfette nella loro semplicità e immediatezza (amplificatore al massimo, distorsione estrema e i soliti tre accordi), ma vuoi che la gente sappia che hai imparato a suonare. E decidi di riarrangiare le canzoni.
Gruppi come gli Skiantos sono nati in anni in cui la gente ascoltava la PFM, i Balletto Di Bronzo, le Orme, il Banco del Mutuo Soccorso. Anni in cui dominavano l'onanismo musicale del progressive e c'era bisogno di gruppi di incapaci, che salissero sul palco a dimostrare... a dimostrare un cazzo. Che salissero sul palco solo per esserci. E divertirsi.
E vedere Dandy Bestia (chitarra) fare gli assoli lunghissimi mi perplimeva. Ho capito, hai imparato a suonare, va bene. Fai l'assolo per farci vedere quanto sei bravo, va bene. Lo fai per una canzone, va bene. Lo fai per un'altra canzone, va bene. Lo fai a ogni fottuta canzone, due palle.
Ma va bene lo stesso, tanto fuori dal tendone aperto diluvia, e le raffriche di vento fanno la doccia ai lati del pubblico.

Fate largo all'avanguardia
siete un pubblico di merda
applaudite per inerzia


Il pubblico degli Skiantos è quello che è. Come quello di Elio e soci, va al concerto per ridere quando si dice "cazzo" o "merda" in pubblico. Non è che c'è da fare molta sociologia, ti diverti e bona lè.
Però non puoi fare a meno di notare quelle facce che con gruppi del genere si esaltano perché dicono le parolacce. Quel genere di persone che dicono "porco due" o "porco zio", perché il bestemmione pare troppo, che il parroco li prende per le orecchie quando vanno a fare i chierichetti.
Categoria a parte sono quelli, generalmente ubriachi, che con voce roca richiedono i pezzi preferiti cantandone un pezzo e mugugnando le parole che nella loro mente obnubilata non ricordano più, facendo pressapoco: "Oh, friccantoni! Suonaci sonuribellemamma! dai!! SONO URIBELLE MAMMA! NA NA NA SGRUBXZ NANANA NANANA BRUDRUKASZ NANNANNA!!" con voce calante di volume appena arriva la coscienza della costernazione generale al loro pietoso exploit.

A me mi piace giocare
coi giochi
ne ho pochi
ma buoni


Ma comunque ci si diverte. Freak Antoni è li ad interpretare se stesso e ci riesce benissimo, riempiendo la serata dal lunghissimo sound check al finale con le usuali fregnaccie (o fregniacce?). Che tutti sanno a memoria, dato che sono sempre le stesse, ma che divertono sempre proprio per la loro ovvietà e stucchevolezza.
"Siete il miglior pubblico che abbiamo mai avuto, grazie, Rapallo!", "il nostro angolo di cielo è un triangolo di pelo", "Ci sono delle ragazze bellissime tra il pubblico, vi ho già mostrato la mia ernia inguinale?".

Se non mi puoi più sopportare
non ti posso biasimare
ma alle caccole del naso
tu ci devi fare caso


Tutto bello, tutto divertente, anche se "Sono rozzo sono grezzo" fatta con arrangiamento funky è insopportabile, ma, forse proprio per questo, assolutamente da Skiantos.
Solo che mi sono reso conto di una cosa.
Forse perché gli Skiantos li ho già visti troppe volte e li ascolto da troppi anni.
Mi sono divertito, si. Mi sono divertito a vedere il loro concerto. Mi sono divertito anche a vedere il pubblico.
Però.
Ero lucido.
Per la prima volta, a un concerto degli Skiantos senza bere alcunchè (la Forst non conta, quello non è "bere").
E cazzo, qualcosa mancava.

Io me la meno
ogni notte mi dimeno
domani prendo il treno
vado fino a sanremo
io me la meno
io me la meno

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