La parola di oggi è CARACOLLARE .
caracollare
caracollàre
v.intr. (io caracòllo; avere)
1a TS equit., fare caracolli
1b CO estens., camminare ondeggiando da una parte e dall?altra
2 TS st.milit., fare evoluzioni tattiche con la cavalleria per disorientare il nemico
Disoriento il nemico ondeggiando ambodestro verso il 2005, ma il cavallo? Quello dei pantaloni vale?
Buon anno, bastardi!
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La parola di oggi è satollo .
satollo satóllo agg.
1 CO sazio, pieno di cibo: " che mangiata! sono s. "
2 LE fig., soddisfatto, appagato: " vivesi qui ma non sen vien s. " (Dante)
E dopo il pranzo di natale e gli avanzi dei giorni successivi sono assolutamente, inconfutabilmente, satollo.
Lo so che non è bello dirlo, che c'è stato un terremonto, una tremenda inondazione, le cavalletteeeeeeeee!!!
Ma non è stata colpa mia.
La citazione cinematografica, che so assolutamente di pessimo gusto, nella situazione internazionale attuale, dovrebbe essere chiara a tutti.
Ci sono circa 100.000 morti (and still counting) e io faccio le battute di spirito.
Del resto ci sono tour operator che non vogliono annullare i viaggi organizzati nelle zone maremotate per non perdere soldi. Le mie stronzate sono di uguale cattivo gusto, ma almeno aggratìs.
Ah, per questi giorni accontentatevi di questi post brevi, che ho bisogno di riposo. Le prossime sturielèt a genn...
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Il sabato è stato dedicato al concerto di Kina e Frontiera per l'8avo compleanno di Riot .
Ce ne sarebbero di cose da dire, e il vecchio scoreggione che si nasconde dentro la mia figura di algido playboy (non sono veramente "algido", poi non so nemmeno cosa vuole dire... aspetta, che quardo il dizionario ... dunque: " ALGIDO: àlgidoagg.1 LE freddo, gelido: dalle selve ignude cui l?Orsa algida preme (Leopardi) fig., di qcn., freddo, distaccato 2 TS med., relativo a stato morboso caratterizzato da raffreddamento della temperatura delle estremità e da collasso circolatorio "... mah. Magari un po'... l'altro ieri c'era un paio di gradi... freddo, ero freddo, comunque volevo solo usare la parola algido, così per darmi un tono. E poi a voi che vi freca? Cialtroni! Vi ho imparato una parola nuova d'italiano e subito qualcuno che ha qualcosa da ridire... Come sarebbe cosa vuol dire cialtroni ?) premerebbe per un post emo in cui siano citati ricordi d...
PER LE STRADE DI LAMBROOKLYN
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PER LE STRADE DI LAMBROOKLYN
Mezzanotte di fuoco a Lambrooklyn
ovvero:
La più grossa rissa al Leoncavallo
"Stanno scassando Sbokko!" è l'urlo che sento due secondi prima di vederlo volare all'indietro, sopra le teste delle persone in coda, dai gradini dell'ingresso di Via Leoncavallo ventidue.
Rewind.
Play.
Pank al Leoncavallo non è mai stata una storia di leggiadra convivenza e scambio di amorosi sensi. Spesso gli anfibi e le allstar sono risuonati tra le umide pareti di via Leoncavallo.
Spesso nonostante, se non tutto, almeno molto.
Ma keep on keepin' on e vaffanculo. Siamo al mondo mica per farci i pompini a vicenda, e comunque alla fine un po' si è dato e un po' si è preso. In tutti i sensi.
Il 1987-88 era stato un anno denso. Io e Paolone avevamo messo assieme un bel po' di concerti, più o meno uno ogni mese. A cazzi nostri, con i gruppi delle sale prova del Leo, con gli allora giovani occupanti della casa di Piazza Aspromont...
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Fra tre giorni non si potrà fumare su nessun treno italiano.
Fra un mese non si potrà fumare in nessun ristorante o bar.
Saranno contenti i "venditori di fumo" come il ministro sirchia (il minuscolo è d'obbligo).
Saranno contenti i quelli che si macerano nelle loro tristi vite di salutisti, magri e tonici mangiando due sedanini e la minerale con solo lo 0,001% di sale, degni eredi della gioventù hitleriana.
Io continuerò a strafogarmi di ciò che mi piace, a bere il nettare degli dei a fumare, che, si, sono vizi, ma anche alcuni dei (fottutamente pochi) piaceri della vita.
A proposito di fumo e divieti, la cosa migliore che ho letto ultimamente è un libro di Filippo Facci che, nonostante (?) scriva su il Giornale, sottoscrivo totalmente.
Se volete sapere qualcosa di più su uno dei tanti esempi di disinformazione a livello planetario, dell'ennesima erosione delle libertà civili (quella, ad esempio, che ci da diritto a gestire come meglio crediamo la nost...
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Vorrei raccontarvi che ho fatto il padrino al battesimo di mia nipote domenica pomeriggio, indossando un completo antracite, scarpe nere, camicia bianca e cravatta argento che mi facevano sembrare John Belushi nella parte del padrino. Addormentavo anche il rumoroso fagottino di 5 mesi fischiettandogli "the Godfather original soundtrack". Purtroppo il cocktail party successivo mi ha annebbiato i ricordi.
Vorrei parlarvi del concerto di J Church e Minnies di domenica sera, ma al tavolo dei J Church ho preso il libro con la raccolta di Snakepit zine e mi sono distratto. Ricordo giusto le smorfie di Baulino dietro la batteria, ma quelle sono scene che rimangono impresse (purtroppo) nella corteccia cerebrale.
Vorrei aver scritto un lungo post al piacevole caldo dello studio dove lavoro, ma ero in un cantiere a Laveno (VA) alle 9.00 di mattina e sulla tazza del cesso di casa mia alle 8.00 di sera. E alle 10.00pm dormivo.
Accontentatevi.
Ma anche no.
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DOVE ERAVATE QUANDO C'E' STATO IL TERREMOTO?
Io giocavo con la playstation.
IO: "Cazzo, sono forti le vibrazioni di questo joystick!".
MONICA: "Si, ma perché vibra anche il lampadario?".
IO: "....."
M: "....."
IO: "Magari è un terremoto".
M: "Non è quegli stronzi di muratori che stanno facendo i lavori al piano di sopra hanno danneggiato l'edificio?".
IO: "No, le strutture di cemento armato, quando vengono giù, vengono giù subito, non fanno queste vibrazioni. E poi stanno facendo i lavori in alto, al massimo possono far venire giù il soffitto".
M: "Ah, ora sono molto più tranquilla!!!".
IO: "Comunque mi sembra proprio un terremoto".
M: "E cosa facciamo?"
IO "Vuoi scendere giù in strada?"
M: "Beh, ma abbiamo quasi finito il livello del gioco..."
Io: "Tolgo la vibra dal joystick?"
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Lo sterminato pubblico di questo blog si lamenta dell'assenza di post da troppi giorni.
A ragione, peraltro.
Non ho avuto tempo per scrivere e, quei pochi minuti in cui avevo tempo e connessione disponibile, li ho passati in costruttivi scambi di opinioni su Indymedia.
Siccome i kbytes sono come il maiale, che non si butta via niente, vi riporto qui la mappazza ( che trovate comunque qui con eventuali prossime aggiunte ).
Divertitevi.
..............
[Milano] Nelle celebrazioni del 30nnale del Leoncavallo non c'è il punk
by Stalinisti si nasce Monday, Nov. 15, 2004 at 10:15 AM mail:
Che tristezza... ma chissenefrega
Il punk - che contribuì in maniera determinante a rilanciare il Leoncavallo tra il 1984 e il 1988, quando in città non se lo cagava più nessuno - è assolutamente assente dalle celebrazioni del 30nnale del Leoncavallo. Peccato. E' una vera e propria forma di revisionismo storico. Che non stupisce, essendo in fondo i leoncavalli un gruppo di stalinisti. C...
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NATI PER ESSERE BARISTISATANICI parte seconda
Nei commenti del blog il Baristasatanico ha risposto al mio post di qualche giorno fa, a proposito della sua tesi. Riporto qui sotto quanto scritto, dato che mi sembra interessante. Erano un po' costretti nei 1000 caratteri che lascia a disposizione Haloscan.
Mi sento un pò tirato in causa e quindi eccomi qui. Mi fa piacere innanzitutto che il mio lavoro abbia stimolato qualcuno. Sopratutto chi sul punk avrebbe molte più cose interessanti da dire del sottoscritto. Brevemente,o meglio il più brevemente che riesco.
Premessa: il mio lavoro non voleva tracciare la storia del movimento punk ma solo far apparire il punk come una dimensione culturale degna di tale appellativo. E' infatti una tesi di antropologia. La storia mi è risultata indispensabile perché senza di questa una persona che del punk non sa una fava (e quindi tutti quelli a cui devo renderne conto in quanto studente) continua a capirne ben poco. E poi il punk si è ...
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NATI PER ESSERE BARISTISATANICI
Come sanno i frequentatori di MIHC messageboard , il Baristasatanico si è laureato in Scienza dell'Educazione con una tesi dal titolo: " NATI PER ESSERE VELOCI - UNO SGUARDO ANTROPOLOGICO AL PUNK IN ITALIA ".
Chi voglia leggerla la può trovare qui oppure qui .
Io, naturalmente, l'ho letta, curioso come sono di sapere quello che scrive sul punk italiano una persona interna alla scena, che sulle cose scritte dalle persone esterne più che puttanate non ve n'è.
La storia non esiste, la geografia è una convenzione e in algebra sono sempre andato male
Di libri sul punk scritti da punk, oramai, ce ne sono una discreta quantità: Riccardo Pedrini, Marco Philopat, Roberto Perciballi, Stefano Giaccone, Silvio Bernelli hanno raccontato storie di Bologna, Milano, Roma, Torino.
Tutti hanno raccontato la loro visione della storia, quello che vedevano con i loro occhi e che, a volte, era diverso da quello che vedevano altri occhi.
Que...
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I MOMENTI PIU' IMBARAZZANTI DELLA MIA VITA (episodio 1)
Diciamolo, vorremmo essere tutti sempre perfetti, reagire alle situazioni che ci si presentano nel modo giusto, avere una risposta pronta come i duri del cinema (e fa niente se quelle risposte pronte le hanno scritte degli sceneggiatori che ci hanno messo dei mesi a buttarle giù), non avere niente di cui vergognarsi, niente scheletri nell'armadio, non aver mai fatto nessuna indecorosa figura di merda.
Vorremmo, ma non è così. Nessuno nasce imparato.
E anche se ci nasce, la sfiga è li, dietro l'angolo. Arriva all'improvviso e ti fa realizzare che basta davvero poco a trasformare un susseguirsi di eventi assolutamente normali in un coacervo di avvenimenti imbarazzanti.
E non c'è via d'uscita. L'unica è aspettare che passi la tempesta, raccogliere i propri stracci tra gli sghignazzi che scrosciano d'intorno e... beh, mettersela via.
Che ci sono situazioni a cui non puoi rimediare.
Puoi so...
AL 1980 CI SCATARRO SOPRA
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Ne avete abbastanza di resoconti di concerti, storie di vecchi punks, pornografia gratuita e storie e storielle più o meno vere?E allora parliamo di quando hai 13-14 anni e sei uno sfigato.Dai, che lo siete stati tutti, con le vostre facce brufolose, quei quattro peli in faccia che solo voi chiamereste barba e le ragazze che, no, proprio non ve la danno. E fanno bene, chi la darebbe a uno sfigato?
AL 1980 CI SCATARRO SOPRA
Il 1980 non fu il migliore degli anni della mia vita.
Oddio, avevo appena finito la scuola media, facevo il primo anno di liceo e, diversamente dai tre anni precedenti in cui eravamo divisi in classi solo maschili o femminili, la classe mista del liceo mi fece scoprire l'universo femminile in pieno subbuglio ormonale adolescenziale.
Comunque fu un anno significativamente di merda.
Ero iscritto a un fottutissimo liceo scientifico, quando io volevo fare l'artistico: mio padre mi portò in Via Santa Marta per iscrivermi al più vecchio liceo artistico d...
AMO IL LUNEDI (mio giorno preferito della settimana)
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AMO IL LUNEDI (mio giorno preferito della settimana)
La citazione dei Derozer non sarebbe necessaria, dato che non è stato nemmeno troppo malaccio questo fine settimana, ma la faccio comunque.
Per la maggior parte della gente il fine settimana inizia il venerdì.
Non per me, che lavoro pure il sabato mattina, ma è uguale. Alla fine il sabato mattina lavoro sempre con tre ore di sonno, la risacca delle birre o dei chupitos della sera precedente e due borse sotto gli occhi che paiono bauli da crocera transoceanica del secolo scorso, completi di cinghie, luchetti, borchie e modanature.
Il venerdì ero all'usuale Riot Jukebox. Forse è per i lieti consumi della serata, ma non mi ricordo nemmeno uno dei gruppi che hanno suonato.
Quello che ricordo, in uno dei rarissimi ingressi nello spazio concerti nel cortile del Leo, è un accacì classico che più classico non si può.
Dopo una manciata di secondi ho detto a Mayo e alla Mo: ma da quanti cazzo di anni ascoltiamo sempre 's...
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Com'è, come non è, l'FBI ha sequestrato i dischi del server americano su cui è ospitato il sito di Indymedia Italia e Indymedia inglese .
Riporto il comunicato breve che trovate anche su Indy:
"L'FBI ha inviato un ordine di sequestro di due nostri server a Rackspace (Fornitore di connettivita' a Indymedia con uffici a Londra e negli Stati Uniti).
L'ordine aveva una scadenza talmente breve che Rackspace ha dovuto consegnare all'FBI i nostri dischi a Londra.
I due server ospitavano diversi IMC.
Se uno di questi e' inaccessibile, questo potrebbe essere il motivo.
Il motivo per cui sono stati sequestrati e' per ora sconosciuto".
Il comunicato completo e gli aggiornamenti li trovate qui .
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Succede sempre più spesso...
La gente mi parla, mi racconta delle cose, e alla fine aggiunge: "Però non scriverlo sul blog!".
Ora. Questo non è un diario. O anche si, a volte. Però, insomma, non sempre.
Non tutto quello che scrivo qui sopra è vero. Non tutto è nemmeno falso, comunque.
Ma sappiate che potete sempre parlare con me.
Se poi vi metto in bocca qualche frase scrivendone qui sul blog, giuro, è falsa!
E se non volete parlare, chissenefrega. Invento!
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Ieri ho visto Kill Bill 2.
Poi ho rivisto Un Giorno di Ordinaria Follia.
Oggi devo parlare con un impiegato comunale che non sa un cazzo.
Mi deve spiegare una procedura per un progetto che già conosco e, sicuramente, me la spiegherà sbagliando.
Domani voglio imparare il colpo delle cinque dita che fanno esplodere il cuore.
In alternativa va bene anche un paio di anfibi da giungla vietnamita.
Peter Adolph era un ornitologo
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Peter Adolph era un ornitologo.
L'argomento sicuramente appassionerà tutti voi.
Chi avrebbe il coraggio di continuare la lettura del post dopo un inizio come questo?
Peter Adolph era un ornitologo, dicevamo.
La seconda guerra mondiale era finita da pochi anni, quando, in un uggioso pomeriggio del 1947 - e scrivo "uggioso" anche se mi sono assolutamente ignote le condizioni climatiche dell'epoca nonché ogni coordinata spazio temporale, con la sola soddisfazione di adoperare un lemma inusitato per soddisfare la mia supponenza e/o arroganza - Peter Adolph realizzò la più diffusa versione domestica della sua più grande passione dopo l'ornitologia: il calcio.
Ma non poteva dimenticarsi della sua passione principale, lo studio e la classificazione d'ogni tipo di pennuti e volatili, per cui, alla sua opera che farà giocare milioni di persone, decise di dare il nome del suo rapace preferito: il Falco Subbuteo .
Fino a una manciata di anni fa, in un'al...