martedì 7 ottobre 2003

Ayacucho, dove tutto è cominciato....
Monday, 06 Oct 2003 22:06:04


Venerdì notte autobus. Un viaggio che penso non mi dimenticherò mai per quanto male sono stata. E mia sorella con me.
9 ore di bus, in notturna.
Una strada che ti porta via da Lima, che scende verso sud, che mostra di nuovo le "favelas" abbarbicate precariamente su dune di sabbia immense che fungono da colline.
e poi si comincia a salire. Le Ande, in tutto il loro splendore e in tutta la loro difficoltà: si sale, con un freddo che non perdona.
Lo stomaco non regge, ma il bus non ferma. Si va fino ad Ayacucho, dove tutto è cominciato. Dove è nato Sendero Luminoso. Ci si va per capire. Ci si va per vedere con i propri occhi, toccare, come un San Tommaso dei tempi moderni.
Per cui si tiene forte il fiato, e si sopporta il "soroche", l'implacabile mal d'altezza. Che ti fa piangere, che ti fa mancare l'aria. Che non ti da tregua.
Si guarda fuori dal finestrino. E' notte, per cui le cose si possono solo intuire. Vette maestose. La neve, ed un cielo che non ti fa sentire a casa. Che ti ribadisce che tutti i tuoi punti di riferimento sono venuti meno. non c'è la stella polare. Non c'è il carro. L'unica cosa conosciuta, che brilla silenziosa e complice, è la luna, che il grigio di Lima quasi aveva fatto dimenticare.
Si arriva a 4.800 metri e poi si comincia a scendere, verso Ayacucho, che sta a 2.700.
In lontananza si vedono dei bagliori e dentro di te, anche se stai zitto, perché è meglio non pensarci, ti chiedi che diavolo saranno. E' talmente sereno che è impossibile si tratti di lampi. Non possono nemmeno essere quelli che in Italia si producono per il troppo calore, visto che quassù c'è solo gelo... che saranno?
Non mi potrò mai rispondere con coerenza a questa domanda: posso solo restare con la consapevolezza che negli ultimi tempi ci sono state nei dintorni di Ayacucho delle recrudescenze di Sendero Luminoso. E' tornato a colpire, a terrorizzare i poveri contadini garantendo che ricomincerà, che non darà loro pace e che, anzi, si vendicherà di coloro che hanno tradito.
Lampi? Non posso non pensare alle esplosioni cui Sendero aveva abituato la povera Sierra. Ma, appunto, taccio. Taccio e e continuo il mio viaggio per capire.
Già l'arrivo alle 6 del mattino inizia a farmi comprendere che qui la dimensione esistenziale è un'altra. Nulla a che fare con Lima.
La gente, povera, dai tratti inconfondibilmente indios, è già al lavoro. Il sole è già alto in cielo: qui, alle sei del mattino, la luce è quella che da noi c'è a mezzogiorno. E così dura fino a sera.
Le persone si muovono lente. In modo esasperantemente lento. Sono umili. Lo leggi nei loro profondi occhi neri.
Fanno di tutto per te. Anche senza capire. perché spesso sono bambini cresciuti. Alcuni senza nemmeno imparare lo spagnolo. parlano solo quecua.
Che vuoi che capiscano di maoismo e rivoluzione comunista???
Che vuoi che capissero quando nei primissimi anni '80 un professore della locale università di Huamanga ha preso in mano le armi, ha dichiarato che era nato Sendero Luminoso, che avrebbe appianato le differenza sociali e che avrebbe dato da mangiare gratis a tutti? Che vuoi che facessero quando il signor Guzman ha preso quelle stesse armi, gliele ha ficcate in mano ed ha detto (compresi i bambini...) che dovevano sparare a tutto quello che rappresentasse lo Stato, altrimenti faceva fuori uno ad uno i loro parenti?
Qualcuno ha preso le armi ed ha eseguito.
Direi che e' il costume locale.
Qualcun altro ha subito lo stesso ricatto ma dalla polizia.
Insomma. o Prendevi in mano le armi e sparavi, o sparavano alla tua famiglia. nemmeno a te, cosa che riuscivi quasi a ritenere una liberazione...
Guzman: uno dei miei grandi enigmi.
Uno che predicava di voler liberare i poveri e per farlo... li ammazzava. In effetti Sendero Luminoso è il movimento terroristico più bizzarro della storia, e più odiato dalla gente.
Quando riusciamo a rimetterci in piedi grazie a delle miracolose pillole contro il mal d'altezza, ci si mette in cammino.
Si va nella piazza centrale. E non puoi non notare una cosa: l'università dove è nato tutto sta esattamente di fianco alla cattedrale.
Sacro e profano. Che convivono in questa città come da nessun'altra parte.
Ad Ayacucho ci sono 33 chiese. E' la città del Perù con il maggior numero di edifici sacri, per la maggior parte, peraltro, estremamente belli ed interessanti architettonicamente. E' la città del Perù dove in alcune chiese si dice la messa in quecua, perché la gente sa solo quello....
Di Sendero ora non si vede traccia. Ma senti che aleggia nell'aria. Lo senti nell'umile Hotel che alle pareti reca la fotocopia di un articolo sulla strage di Uchurrucay (quando 8 giornalisti fuorono trucidati perché i contadini di un villaggio li avevano presi per senderisti) e le foto di 9 parenti morti o scomparsi.
Senti che Sendero è nato qui nel fatto che una scritta sui muri, macabramente ironica, recita "il mio poncho non è antiproiettile".
Lo vedi perche' sui muri non c'è più nessuna scritta in favore. ma c'è ancora una scritta che inneggia a Fujimori presidente. non importa con che metodi, ma lui QUASSU' CI E' VENUTO. Ha dimostrato concretamente di NON AVER DIMENTICATO che esistono. Ci ha portato la luce e l'acqua calda, che non c'erano prima. Toledo ha promesso molto, ma in numerose zone non ha mantenuto niente.
Qui, vi assicuro, sono fuori dal mondo.
Gente di un'innocenza che da noi nemmeno i bambini hanno più. Volti segnati dal lavoro, ma pronti ad illuminarsi in sorrisi senza limiti, senza condizioni. Disarmati e disarmanti.
Eppure... eppure Sendero ha lasciato delle tracce.
Giusto poche ore dopo che ni siamo arrivate ad Ayacucho, 12 persone con passamontagna hanno fermato 8 autobus, fatto scendere tutti i passeggeri e derubati di ogni cosa.
Poi li hanno fatti ripartire. Quando i malcapitati (per inciso, poche ore e... toccava a noi) hanno fatto per sporgere denuncia, non hanno trovato nessun poliziotto a raccogliere la denuncia.
I giornali dedicano a questo (i giornali sono di Lima, non dimentichiamo) un mini trafiletto. E alludono ad un possibile ritorno. La gente del posto pensa che sia stata la polizia stessa. In effetti...
Ayacucho è un piccolo paradiso, la natura che offre è di una bellezza mozzafiato (non solo per l'altezza...): potrebbe essere una meta turistica non da meno di Cuzco, ma non ci va quasi mai nessuno. Per il suo passato, per le allusioni velate sul suo presente.
Ve la dico io una cosa: meriterebbe che ci andassero tutti. Per capire. O per comprendere che in fondo non si puo' capire.
Per ascoltare il vento fra i monti e le voci, sempre basse e sommesse, della gente. Per vedere la povertà senza tregua.
Per capire che quelli che scioperano a Lima sono poveracci, ma dei Paperon de Paperoni rispetto a questi poveri contadini. Che qui c'è ancora gente FIERA del suo paese. Che non vuole copiare gli Stati Uniti. Che si lascia illuminare gli occhi anche solo dall'idea di sentire parlare di un posto lontano.
Di sapere che non hanno la più pallida idea di cosa o dove sia l'Italia, ma il fatto che qualcuno glielo tracconti, toglie pure a loro il fiato.
Restituisce loro un diritto che gli è stato tolto tanto tempo fa: sognare.
Toledo, con la gente più colpita dal terrorismo quassù, ha preso un impegno. Fornirli di luce e acqua, se loro da soli si costruiscono entro un breve (credo abbiano ancora 3 mesi) lasso di tempo, le proprie catapecchie.
Una signora che avrà 75 anni commenta disperata che lei da sola non ce la farà mai a costruirsi una casa entro tre mesi. Nonostante tutto si fa i mattoni e cerca di fare quello che può.
Io mi chiedo e vi chiedo: è su gente così che il terrorismo sparava??? Si può forse capire una cosa del genere?
Io ho sentito la pace di un paradiso di posto e l'inferno di un enigma incomprensibile.
Mi ha accompagnata fino a ieri notte, quando mi sono reimbarcata sull'autbus per tornare a Lima, da cui venerdì partirò per il sud del Paese.
Mentre attendevo, nella umile stazione (in cui si aggirano indisturbate delle capre) sono stata a lungo oggetto di approfondito studio di una bambina locale.
Che penso vedesse qualcuna bionda e bianca per la prima volta in vita sua.
Pensavo anche lei fosse lì in attesa dell'autobus.
Abbiamo chiacchierato per quello che il suo spagnolo stentato e la sua timidezza estrema ci consentiva. Mi ha spezzato il cuore vedere che si corrucciava quando le dicevo che vengo dall'Italia e le parlavo di una cosa che si chiama aereo... LEI NON POTEVA CAPIRE. Ed aveva la dignità di chi vuole capire, ma non ne ha i mezzi.
Ad un tratto hanno iniziato ad imbarcare un autobus per Ica e lei mi ha insistentemente chiesto di salire. Io le ho spiegato che non era il mio.
Lei pareva non capire... e rimanerci male.
Poi mi ha chiesto che cosa faceva quel signore che controllava delle cose alla porta: era il bigliettaio, le ho spiegato.
Ed ho iniziato a comprendere io... Lei non era lì per partire. LEI, non partirà mai.
Sua madre aveva portato lei e la sorellina in stazione, per fare loro vedere l'esistenza degli autobus. Erano lì per vedere la gente partire. per "capire" che cos'è quella cosa che loro non potranno mai fare.
lei voleva vedere partire me. ma il mio bus partiva dopo 30 minuti e lei doveva andarsene. corrucciata, con le lacrime negli occhi, mi ha salutata e se ne è tornata nel nulla da cui era venuta. Lasciandomi senza parole, senza fiato e senza alcuna spiegazione.

Ora sono a Lima e questa notte ho un appuntamento. con un'altra bambina. L'intrepida Wendy, mendicante di Lima.
Mi ha "abbordata" un giorno mentre uscivo dal supermercato. le ho regalato dell'acqua e da quel giorno viene sempre a salutarmi. Sgattaiola silenziosa nelle vie di Miraflores, solo la notte, quando meno guardiani la redarguiscono.
E' una bambina, appunto, e nemmeno lei partirà mai. Però lei vede il mondo. Si comporta con la stessa scaltrezza di qualcuno che è dovuto crescere molto, molto in fretta. sa accattivarsi le grazie delle sue prede, sa chi le darà qualcosa e chi è una battaglia persa in partenza.
Mi stupisce sempre. Mi ha salutato venerdì notte mentre andavo a prendere il bus.
Ovviamente, con quegli occhietti furbi, duri e scaltri, mi ha chiesto che le portassi un regalino da Ayacucho.
Io ho promesso ed ho dei dolcetti tipici che la aspettano. Quello che ancora una volta mi ha spezzato il cuore, lasciata senza fiato e senza parole, è stata la trasformazione con cui mi ha lasciato.
Dopo aver concluso "il suo contratto", con piglio di una manager, ha seguito me e mia sorella trotterellando ancora per un pò.
Poi si è tramutata: è tornata di colpo la bambina che è. ci ha strattonato alternativamente la manica ed ha sussurrato: "me lo dai un bacino?".
Si è sciolta in quel bacio. Io non capivo piu' niente... mi mancavano la mia stella polare, il carro. I miei punti di riferimento. Poi e' tornata la donnina per forza.
A Lima non puoi essere bambino. Ad Ayacucho non puoi mai smettere di esserlo. Questo, pur essendo molto poco, è l'unica cosa che ho capito.

Gabriella

P.S. Aggiornamento Bolivia. La situazione è critica. sempre più gruppi chiedono la rinuncia del presidente.
Si sta preparando una serie di scioperi genereli e di bloqueos, che i leaders locali hanno definito "la madre di tutte le battaglie".
Per tutta risposta il presidente ha dichiarato lo stato di massima allerta e spiegato un numero esorbitante di poliziotti...

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